S&H Program Training: l’allenamento nell’età giovanile (parte 2)

Nel precedente articolo targato SH PROGRAM TRAINING avevamo introdotto un argomento che ci sta molto a cuore: l’allenamento nell’età giovanile

L’esigenza di trattare un tema così delicato ci ha portare ad analizzare attentamente le esigenze fisiologiche di un atleta nell’età adolescienziale.

Abbiamo ritenuto di prendere in considerazione l’età dai 12 ai 16 anni perché, come già scritto, in quegli anni il bambino matura sia dal punto di vista fisico che da quello mentale.

Dalla categoria allievi infatti il ragazzo avrà piena coscienza dei suoi mezzi atletici, potendo quindi scegliere se continuare con il ciclismo o scegliere altri sport a lui più indicati.

Molti appassionati lettori di Solobike.it più volte incontrandoci sui campi gara ci hanno posto questa domanda: “come mai in Italia facciamo una grande fatica a trovare nuovi talenti che si possano affacciare al panorama internazionale del ciclismo?”

Sono sicuro che molti di voi appassionati si sono posti almeno una volta questo grande enigma.

S&H PROGRAM TRAINING non è propriamente d’accordo sul fatto che in Italia non ci siano più grandi ciclisti che possano competere a livello mondiale.

Abbiamo talenti incredibili: Kerschbaumer è da qualche anno al vertice della MTB mondiale insieme ai gemelli Braidot e Colledani, Elia Viviani si è laureato campione europeo su strada , Samuele Porro medaglia di bronzo al mondiale Marathon è ormai una certezza . Questi sono solo alcuni dei campioni che difendono i colori italiani nelle gare di tutto il mondo.

Il movimento del ciclismo italiano è attivo più che mai e la Mountain bike negli ultimi anni ha avuto un ruolo davvero fondamentale.

Il numero dei praticanti nel settore fuoristrada è molto in crescita, le competizioni a livello giovanile sono sempre di più e il livello delle gare si sta alzano moltissimo.

Tutto molto bello se non che…

Vivendo direttamente sui campi gara durante la stagione delle gara sia di ciclocross che di MTB notiamo spesso come, fin dalle categorie giovanili, ci sia un’esasperazione dell’agonismo che troppo spesso porta i ragazzi ad abbandonare l’attività ciclistica.

Risultati, classifiche, piazzamenti sono spesso l’unico pensiero per i tecnici e i genitori che invece trovano nei bambini solo la voglia di divertirsi ed andare in bicicletta.

Questa esasperazione non porta assolutamente a nulla: vincere una gara a 13 anni non è sinonimo di diventare un campione a 20. Questo è un concetto che dovrebbe essere molto chiaro a tutti!!!

Negli ultimi anni in Itaia, abbiamo avuto atleti che hanno dominato largamente nelle categorie giovanili ( anche a livello internazionale), ma una volta passati al mondo del professionismo non sono riusciti a mantenersi sui loro standard.

Vi chiedete mai il perché di questo???

Abbiamo provato a fare delle ipotesi analizzando questa situazione, ponendoci quesiti e tentando di darci delle risposte.

SOVRALLENAMENTO in ETA’ GIOVANILE:

Più ti alleni e più vai forte, soprattutto da adolescenti!! Concetto chiaro, che noi non condividiamo!

Se invece ti alleni bene in bicicletta, dai tempo al tuo corpo di recuperare, alterni il ciclismo ad altre discipline sportive, mangi in maniera equilibrata avrai il modo di costruire un fisico da atleta ( non solo da ciclista) che ti permetterà di raggiungere ottimi risultati anche negli anni successivi.

UTILIZZO DI METODOLOGIE DI ALLENAMENTO:

Spesso e volentieri mi capita di incontrare squadre di ragazzini con tecnici alle proprie spalle che eseguono ripetute mortali per l’età di questi.

Un bambino non è un adulto!!! Deve allenarsi con la metodologia adatta alla sua età!!

ABUSO DELLA MULTIDISCIPLINARIETA’:

Siamo d’accordo sul fatto che il ragazzino debba praticare tutte le discipline del ciclismo.

Non siamo d’accordo sul fatto che debba gareggiare ed allenarsi da gennaio a dicembre senza mai riposare. Questo è davvero inaccettabile!!

PROGRAMMAZIONE E PERSONALIZZAZIONE

Un ragazzino deve aver il tempo per studiare, andare a scuola, giocare con i propri amici, coltivare le proprie passioni e poi allenarsi.

Programmare la settimana, inserendo giorni di riposo, gli permetterà di poter organizzarsi nei migliori dei modi la propria settimana.

Un’altra cosa fondamentale è personalizzare l’allenamento per ogni atleta fin da bambino.

A 13 anni alcuni ragazzini sono già pronti fisicamente ad eseguire determinati lavori specifici, altri invece sono meno maturi e naturalmente non li potranno eseguire.

ESASPERAZIONE DELLA CLASSIFICA

Vincere è bello senza ombra di dubbio, a qualsiasi età.

Riuscire a far comprendere ad un ragazzino che la sconfitta fa parte del gioco è un passaggio fondamentale per la crescita di un atleta.

E’ molto importante inoltre far comprendere che la PRESTAZIONE in gara è spesso più importante del risultato stesso.

LE ASPETTATIVE DEI GENITORI

Troppo spesso i genitori hanno aspettative troppo alte rispetto ai propri figli.

Se il figlio avrà talento di sicuro avrà la possibilità di sfondare in un determinato sport.

Un genitore non deve vivere l’attività sportiva come l’unica via d’uscita per la vita del proprio figlio: l’istruzione, l’educazione e la scuola devono avere la priorità su tutto il resto.

I TECNICI

Sfortunatamente non tutti gli allenatori sono preparati adeguatamente per seguire i piccoli atleti.

Non è facile sicuramente questo tipo di ruolo, ma è anche vero che non si può improvvisare una mansione del genere.

Diffidate dai quei tecnici che pubblicizzano la vittoria del proprio ragazzino come esempio della propria bravura. Ostentarla è l’errore più grande che un allenatore possa fare!!!

Fortunatamente ci sono invece tecnici bravissimi affiancati da altre figure professionali che seguono il giovane atleta nei migliori dei modi, educandolo e facendolo innamorare del ciclismo.

Abbiamo provato a riassumere in qualche punto quali sono gli errori che si commettono con i ragazzini che si cimentano nelle varie competizioni agonistiche.

E’ fondamentale, come prima cosa, che un ragazzino si diverta e veda lo sport come un gioco e non come un’attività stressante.

Far sì che i ragazzini si divertano è il vero obiettivo dello sport a livello giovanile…

se poi uno di questi avrà il talento e la bravura per emergere, avrà tutto il tempo per farlo!!!!

Se volete approfondire l’argomento visitate: www.shprogram.it o scrivete a shprogramtraining@gmail.com

Giovanni Gilberti

Fonte: Solobike.it