Gf di Pinocchio: quando la passione è più forte delle difficoltà

Non ci arrendiamo mai!

Ci sono manifestazioni che finiscono quando l’ultimo concorrente attraversa il traguardo. E ce ne sono altre che continuano a vivere dentro di te, anche quando le transenne vengono portate via e le strade tornano silenziose.

La Granfondo di Pinocchio 2026, disputata domenica 18 ottobre a Montecarlo di Lucca, per me appartiene sicuramente alla seconda categoria.

È stata una lunga maratona organizzativa, iniziata con il rinvio dovuto alle restrizioni per la peste suina africana e proseguita con la necessità di ridisegnare completamente il percorso.

Avremmo potuto arrenderci. Invece abbiamo cercato nuove strade, affrontato le difficoltà e costruito una manifestazione diversa, ma con la stessa passione di sempre.

Due percorsi, 35 chilometri con 866 metri di dislivello e 20 chilometri con 527 metri, tra asfalto, sterrato e salite.

E proprio quel percorso nato dalla necessità ha saputo conquistare tanti partecipanti, come hanno dimostrato anche i commenti positivi del team BassiBike Racing.

A volte, quando sei costretto a cambiare strada, scopri panorami che non avevi mai considerato.


Oltre 470 iscritti e grandi campioni

La prova conclusiva della Coppa Toscana MTB ha regalato una giornata di sport di altissimo livello.

Nel percorso lungo ha trionfato Stefano Valdrighi del Bottecchia Factory Team in 1h12’41”, davanti a Michele Piras e Giacomo Agostini, seguiti da Mattia Contemori e Felice Rizzo.

Tra le donne splendida affermazione dell’ex campionessa italiana Maria Cristina Nisi, vincitrice in 1h19’00”, davanti a Ester Iacopozzi, Cristiana Lippi, Susi Calistri e Beatrice Mistretta.

Sul percorso medio successo di Daniele Pretini, davanti a Daniele Giusti e Mattia Neri. In campo femminile vittoria per Chiara Vernaccini, seguita da Valentina Cecconi e Nadia Bedendi.

Un applauso sincero a tutti, dal primo all’ultimo arrivato. Perché ogni ciclista porta con sé una sfida personale, e ogni traguardo ha un valore speciale.


Montecarlo, tra storia e leggenda

Montecarlo è molto più di un luogo di partenza e arrivo.

È un borgo medievale che domina le colline della Lucchesia, circondato da vigneti, oliveti e paesaggi che raccontano la Toscana più autentica.

E poi c’è la Quercia delle Streghe, a San Martino in Colle, un albero monumentale di oltre seicento anni, che la tradizione collega al mondo delle fiabe di Carlo Collodi.

Mi piace pensare che, domenica, persino Pinocchio abbia osservato divertito quello straordinario corteo di biciclette attraversare le colline della sua terra.

Perché questo è uno degli obiettivi di Tuscany Legend e Cicloturismo.it: utilizzare la bicicletta per valorizzare il territorio, le sue tradizioni, le sue bellezze e le sue eccellenze.


Il valore più grande: le persone

Dietro ogni manifestazione ci sono persone che lavorano, collaborano e sacrificano il proprio tempo per una passione comune.

Un ringraziamento speciale a Domizio Spadi, capace di unire tante realtà associative, e a Giorgio, il nostro Capo Gravel, che ha condiviso con me una parte importante dell’organizzazione.

Grazie alla ASD Maurizio Signori CletoRide, al Pedale Pesciatino, all’EMP Cycling Team e a tutte le associazioni e ai volontari che hanno garantito assistenza e sicurezza lungo il percorso.

Grazie alla Misericordia di Montecarlo per il pasta party e per l’accoglienza riservata ai partecipanti.

Un ringraziamento particolare al Comune di Montecarlo, al sindaco Marzia Bassini e al comandante della Polizia Municipale Carmela Siciliano, la cui collaborazione è stata fondamentale per la riuscita della manifestazione. Grazie anche al Comune di Capannori per il sostegno.

Desidero ringraziare anche gli automobilisti e i residenti che domenica hanno dovuto affrontare qualche disagio alla normale circolazione, con attese talvolta più lunghe del previsto, necessarie per garantire la sicurezza degli atleti.

Mi auguro che queste difficoltà non rappresentino un ostacolo per il futuro, ma diventino un’occasione per migliorare ancora, conciliando le esigenze della comunità con quelle di una manifestazione capace di promuovere il territorio.

Perché lo sport non deve dividere un territorio, ma contribuire a unirlo.


Quando tutto finisce, resta ciò che conta

Non tutto è stato semplice e certamente non tutto sarà stato perfetto.

Ma abbiamo portato a termine quello che ci eravamo prefissati.

Restano le strette di mano, gli abbracci, i sorrisi degli atleti e la soddisfazione di aver costruito qualcosa insieme.

Restano le famiglie arrivate a Montecarlo, le strutture ricettive che hanno ospitato i partecipanti e le persone che hanno scoperto un angolo della nostra Toscana.

E resta soprattutto la consapevolezza che ci sono traguardi che si tagliano pedalando e altri che si raggiungono soltanto credendoci fino in fondo.

Adesso lo sguardo è rivolto a maggio 2027, quando la Granfondo di Pinocchio tornerà alla sua collocazione naturale nel calendario.

Con nuove idee, nuove sfide e la stessa voglia di sempre.

Finché ci sarà qualcuno disposto a salire su una bicicletta per inseguire un sogno, ci sarà sempre qualcuno disposto a lavorare per renderlo possibile.

E io, almeno per il momento, non ho nessuna intenzione di smettere.

Grazie di cuore a tutti! ❤️

Paolo Pagni
Tuscany Legend • Cicloturismo.it

fonte: com. stampa