Un Mondiale da incorniciare: due giorni di sport, fatica ed emozioni ai piedi delle Pale di San Martino
Ci sono eventi che finiscono quando cala il sipario. E poi ce ne sono altri che, anche quando tutto è terminato, continuano a vivere negli occhi e nei ricordi di chi li ha vissuti. Il Mondiale di Primiero San Martino di Castrozza appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Sono state due giornate intense. Due giornate di fatica, di sfide, di adrenalina e di emozioni, vissute metro dopo metro sui sentieri di uno dei luoghi più spettacolari delle Dolomiti.
In Primiero San Martino di Castrozza è andato in scena un Campionato del Mondo UCI Marathon MTB 2026 destinato a lasciare il segno. Per la prima volta Élite e amatori hanno condiviso lo stesso grande palcoscenico, dando vita a un lungo weekend iridato nel quale ogni atleta ha avuto la possibilità di inseguire il proprio sogno mondiale.
Dalle gare Élite, che hanno incoronato il tedesco Andreas Seewald e la svizzera Anna Weinbeer, con ben tre atleti azzurri sul podio, alle combattutissime prove delle categorie amatoriali, sono state giornate nelle quali nessuno ha risparmiato energie.
Quindici titoli mondiali amatoriali, oltre ai due Élite, per un totale di diciassette maglie iridate assegnate: otto nelle categorie Master uomini e sette nelle Master donne.
Numeri importanti, certo. Ma un Mondiale non si misura soltanto in medaglie.
Si misura nei volti degli atleti, nella fatica che accompagna gli ultimi chilometri, negli sguardi prima della partenza e nei sorrisi liberatori dopo il traguardo. Si misura negli abbracci, nelle lacrime, nelle mani alzate al cielo e in quel silenzio che, per qualche istante, arriva dopo aver dato tutto.
E poi c’è il territorio.
Perché correre un Campionato del Mondo in uno scenario come quello delle Pale di San Martino significa vivere un’esperienza che va oltre la semplice competizione. Significa pedalare immersi in una natura imponente, con le montagne a fare da spettatrici silenziose a ogni battaglia.
Anche il meteo ha voluto regalare il proprio contributo, offrendo due giornate spettacolari che hanno permesso ad atleti e pubblico di godere pienamente della bellezza di questo angolo di Dolomiti.
Dietro a tutto questo c’è stato il lavoro, spesso silenzioso ma fondamentale, di una macchina organizzativa che ha funzionato alla perfezione.
A guidarla il collaudato gruppo di Pedali di Marca, diretto da Massimo Panighel, con la preziosa collaborazione di Massimo Debertolis, primierotto DOC, che ha curato gli aspetti logistici locali e ha disegnato il percorso di gara.
Un lavoro fatto di passione, esperienza e attenzione a ogni dettaglio, indispensabile per trasformare una grande idea in un evento capace di accogliere il mondo della Marathon MTB.
Ma ora che le gare sono finite, che le maglie iridate hanno trovato i loro nuovi padroni e che gli ultimi atleti hanno lasciato i sentieri, rimane qualcosa di più importante dei risultati.
Rimane il ricordo.
Il ricordo di chi ha corso per vincere e di chi ha corso semplicemente per arrivare in fondo. Di chi ha inseguito una medaglia e di chi ha inseguito un sogno personale. Di chi ha sofferto lungo le salite e di chi ha trovato la forza per non mollare proprio quando sembrava non essercene più.
Rimane il ricordo di un pubblico che ha applaudito tutti, dei compagni di squadra, delle famiglie, dei volontari e di tutte quelle persone che, in modi diversi, hanno contribuito a rendere speciale questo Mondiale.
Perché alla fine, il vero vincitore di una manifestazione così grande è l’emozione che riesce a lasciare.
E quella vissuta in Primiero San Martino di Castrozza è un’emozione che merita di essere custodita.
Le parole, però, non sempre riescono a raccontare ciò che gli occhi hanno visto.
Per questo lasciamo parlare le immagini.
Una gallery per rivivere i momenti più belli, la fatica, la gioia, la sofferenza, la festa e tutta la straordinaria bellezza di queste due giornate.
Buona visione.
E soprattutto, buon viaggio dentro i ricordi di un Mondiale da incorniciare.














































































































































Aldo Zanardi
Photo credit: Aldo Zanardi (Solobike.it)
Fonte: Solobike.it


