Schurter nella Top10 alla The Rift. Magnaldi brilla d’argento

In Islanda sabato si è svolta una delle gare piu’ iconiche e spettacolarei del Gravel con i ciclisti che hanno affrontato i campi di lava nera e le condizioni meteorologiche in continuo cambiamento dell’Islanda in occasione di The Rift, la classica gravel da sogno organizzata da Lauf Cycles, tornata per la sua edizione 2026 a cavallo della faglia tettonica tra la placca nordamericana e quella eurasiatica. L’evento ha attirato ancora una volta un gruppo eterogeneo di ciclisti privati, ex professionisti del WorldTour e, quest’anno, uno dei campioni più titolati della mountain bike.

200 km Elite Uomini

Anton Stensby ha conquistato la vittoria in 06:16:51, precedendo Rasmus Bøgh Wallin di soli 20 secondi dopo quasi sei ore e mezza di gara. Adne Koster ha completato il podio, a 39 secondi dal vincitore, con Andrew L’Esperance quarto, a 4 minuti e 35 secondi, e Julien Gagné a chiudere la top five, a un ulteriore secondo di distacco. La lotta per il podio è rimasta incredibilmente serrata, con soli 4 minuti e 36 secondi a separare il secondo dal quinto posto.

La vittoria rappresenta una svolta per il venticinquenne, che la scorsa stagione ha alternato gare su strada e su sterrato. Stensby si è classificato quattordicesimo ai Campionati del Mondo UCI Gravel del 2025 e secondo ai Campionati Europei Continentali di gravel dello stesso anno, oltre a una serie di ottime prestazioni su strada in Belgio e un piazzamento tra i primi 15 nella classifica generale del Tour of South Bohemia.

La vittoria di sabato in Islanda è il suo primo grande titolo su sterrato e suggerisce che le quasi vittorie ai Mondiali e agli Europei dello scorso anno fossero il preludio a questa svolta.

Più in basso nella classifica, diversi nomi di spicco hanno arricchito ulteriormente il gruppo. Petr Vakoč, sesto classificato, il ciclista ceco che ha trascorso un decennio nel WorldTour con Quick-Step e Alpecin-Fenix ​​prima di ritirarsi dalle corse su strada nel 2021, ha da allora costruito uno dei palmarès più prestigiosi nel gravel, con vittorie alla Traka 200 e in diverse tappe dell’UCI Gravel World Series. In passato aveva descritto il percorso islandese come uno dei suoi preferiti del calendario.

Mattia De Marchi, settimo in classifica e uno dei principali specialisti europei di ultragravel, ha tagliato il traguardo a pochi secondi da Vakoč.

Il decimo posto è andato a Nino Schurter, considerato da molti il ​​più grande ciclista di mountain bike cross-country di tutti i tempi, con dieci titoli mondiali e oro olimpico al suo nome. Schurter si è allontanato dalle gare di Coppa del Mondo di XCO nel 2025, ma rimane con SCOTT-SRAM e ha trascorso il 2026 costruendo un programma offroad a fini marketing per SCOTT, disputando gare in Italia e Spagna prima di fare questo viaggio in Islanda. Il suo traguardo, 15 minuti e 1 secondo dietro Stensby, aggiunge un altro capitolo alla sua carriera nella emergente disciplina del Gravel.

200 Km Elite Donne

Haley Smith ha ottenuto la vittoria in 07:25:50, con Erica Magnaldi seconda, 1 minuto e 1 secondo dietro, e Morgan Aguirre terza, 4 minuti e 43 secondi indietro. Klara Sofie Skovgård Hansen è arrivata quarta, a 16 minuti e 37 secondi di distacco, mentre Sophie Vitzthum von Eckstaedt ha completato la top five, a 22 minuti e 57 secondi dalla vincitrice.

Smith è arrivata in Islanda in ottima forma dopo essere stata selezionata tra i partecipanti con wildcard al Life Time Grand Prix per la stagione 2026, a sottolineare la crescente interazione tra le gare gravel nordamericane e gli eventi europei come The Rift.

Nella categoria Open 200 km, Charles Hall ha vinto la gara maschile in 06:58:48, precedendo Thomas Nærland di 23 minuti e 47 secondi, mentre Chelsea Frengs si è aggiudicata il titolo femminile in 08:42:58, con Katharina Seidel seconda a 14 minuti e 6 secondi di distacco.

I titoli Open 140 km sono invece andati a Simone Lapo Zoadelli (team MP filtri) in 04:54:18 e a Júlía Oddsdóttir in 05:56:01.

La storia più eclatante del fine settimana, tuttavia, è arrivata dalla prima edizione della Abyss 330 km. Chase Wark ha trionfato in 14:06:26, battendo Mathieu Bélanger-Barrette di 9 minuti e 42 secondi nella prima edizione di questa ultramaratona. Madeleine Nutt ha vinto la gara femminile in 17:08:03. Gli organizzatori hanno confermato che si trattava del percorso più lungo mai offerto a The Rift, un degno finale per una dura giornata di gare su sterrato islandesi.

(MM)

Ph Credit: The Rift