Il Mondiale del marziano: Tom Pidcock è il Re della Val di Sole
Il Cross-country dei Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike Val di Sole-Trentino esalta il due volte Campione Olimpico e rimanda Mathieu van der Poel, regalando al pubblico di Daolasa (30.000 ingressi in tutta la settimana) una giornata indimenticabile. Tra le Donne Elite si consacra Sina Frei, ma alle sue spalle c’è una Martina Berta d’argento. Tra le Juniores si concretizza il sogno iridato di Valentina Corvi.
Per un giorno la Val di Sole è sembrata ancora più vicina al cielo. Là dove le montagne stringono la valle, dove l’aria profuma di polvere e bosco è atterrato il marziano. Thomas Pidcock ha scelto il palcoscenico più grande, quello dei Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike Val di Sole-Trentino, per ricordare a tutti perché il suo nome appartiene alla categoria dei fenomeni.
Partito dalla quinta fila, domenica 30 agosto, il due volte Campione Olimpico di Cross Country ha pedalato dentro la polvere di chi lo precedeva in griglia, lasciando dietro di sé gli avversari, uno dopo l’altro, e davanti a sé soltanto la maglia iridata. Mathieu van der Poel ci ha provato, il pubblico l’ha spinto. Ma quando la gara è entrata nel suo momento decisivo, l’olandese non c’era nelle prime posizioni. Voleva l’unico Mondiale che gli mancava, dovrà riprovarci: oggi la classifica dice 30.
Oltre quattro minuti più avanti, Pidcock ha cambiato passo a due giri dalla fine, come fanno soltanto i fuoriclasse: uno scatto, poi un altro, e quella distanza che si allunga fino a diventare una sentenza, con il connazionale Charlie Aldridge ultimo ad alzare bandiera bianca. L’oro mondiale è suo. Il Re della Val di Sole è lui.
E mentre il britannico si è preso la gara più attesa, Daolasa ha celebrato una giornata destinata a restare nella storia della Mountain Bike italiana. Martina Berta è splendido argento tra le Donne Elite alle spalle dell’elvetica Sina Frei e, tra le Under 23, il sogno iridato è diventato realtà per Valentina Corvi. Dalla mattina al pomeriggio: una domenica di sport da ricordare. Un Mondiale da ricordare, migliaia di persone festanti (30.000 ingressi in tutta la settimana), un mare di bandiere, colori e passioni diverse, unite dalla stessa, meravigliosa, lingua: quella della Mountain Bike.
PIDCOCK LA SENTENZA, PUNCHARD LA SORPRESA, VAN DER POEL LA DELUSIONE
Ha vinto otto delle ultime dieci gare di Cross-country disputate, oltre agli ultimi due ori olimpici, a Tokyo e Parigi. Quando Tom Pidcock decide di tornare alle ruote grasse, per gli altri, spesso, c’è poco da fare. La rassegna iridata in Trentino non ha fatto eccezione, nonostante una scomoda partenza dalla quinta fila, la stessa di Mathieu van der Poel.
A differenza dell’olandese, il britannico si è subito messo a caccia dei primi con la gamba delle grandi occasioni. Il 27enne di Leeds non ha avuto vita facile contro avversari che fanno della mountain bike la loro specialità per tutto l’anno. Davanti, i francesi hanno dettato il ritmo, rendendo difficile la rimonta di Pidcock, che ha iniziato ad affacciarsi nel gruppetto di testa attorno a metà gara. Un paio di errori hanno rimandato l’aggancio, ma nel corso della sesta tornata è arrivato il primo affondo.
Aldridge, Boichis, Vidaurre e la sorpresa Punchard hanno inizialmente risposto bene, ma quando l’acido lattico ha iniziato ad accumularsi nelle gambe, l’esito finale ha iniziato a prendere forma. Gli avversari di Pidcock hanno ceduto uno dopo l’altro, l’ultimo dei quali Aldridge, nel corso del penultimo giro. Il britannico ha tagliato il traguardo in solitaria, con 17” di vantaggio sul connazionale. Medaglia di bronzo per il canadese Cole Punchard, a 31”, anch’egli partito dalla metà dello schieramento. Quarta posizione per il cileno Martin Vidaurre, a 59”, frenato da una foratura all’inizio dell’ultimo giro che gli ha fatto perdere un bronzo che sembrava ormai vicino. Quinto il francese Adrien Boichis, iridato nello Short Track. nella seconda metà di gara dopo un buon avvio.
Per Tom Pidcock si tratta del secondo titolo Mondiale Elite di Cross-country, che va a sommarsi alle maglie arcobaleno conquistate nel ciclocross, nell’E-MTB, e su strada nella categoria Juniores. Al britannico il Trentino quest’anno porta bene: è storia dello scorso aprile il successo nella tappa di Arco del Tour of the Alps.
“Assieme al Tour de France, questi Mondiali rappresentavano il mio obiettivo stagionale. È stato un periodo difficile, segnato dalla scomparsa di Finlay Tarling. Questa vittoria è per suo fratello Joshua”, ha dichiarato a caldo Tom Pidcock.
“Tornare nelle prime posizioni è stato complesso: venerdì sono caduto durante il training e avevo un po’ di mal di schiena. Non potevo fare cambi di ritmo estremi, quindi ho cercato di andare del mio passo e di conservare le energie necessarie per fare la differenza nel finale.”
“Mando un abbraccio anche a Tadej Pogačar, che oggi ci stava guardando dall’ospedale. Spero che si riprenda presto. Sono felice di aver dimostrato di essere più forte di Mathieu van der Poel in mountain bike. Penso che lui sia più forte di me su strada, ma un giorno voglio conquistare l’oro mondiale anche lì.”
Si è invece concluso in una mesta 30ª posizione, a 4’40” da Pidcock, il Mondiale di Mathieu van der Poel. L’olandese non è mai riuscito a entrare davvero in gara, complice una partenza lenta e un feeling con la mountain bike ancora imperfetto, nonostante i buoni segnali mostrati in Coppa del Mondo a Les Gets.
Tredicesimo il primo degli italiani, Simone Avondetto: l’azione del piemontese è andata in calo. “Ai Mondiali contano solo le medaglie, non sono soddisfatto. Ho provato a restare davanti finché avevo energie, ma il ritmo era troppo elevato e sono saltato”, ha commentato dopo la gara.
MARTINA BERTA, ARGENTO VIVO TRA LE DONNE ELITE
Nella gara Donne Elite, a quattro giorni dall’oro nel Team Relay, Martina Berta è andata a prendersi anche la medaglia individuale ai Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike in Val di Sole. Con forza, pazienza, e quella capacità tutta sua di restare dentro la gara anche quando davanti il ritmo diventa proibitivo.
A Daolasa la valdostana ha corso una gara di testa prima ancora che di gambe, scegliendo quando affondare e quando resistere, fino a giocarsi l’argento allo sprint nel rettifilo finale. L’oro aveva già preso la strada della Svizzera con Sina Frei, imprendibile per tutte; l’argento a 1’07”, invece, ha trovato una casa azzurra, quella della 28enne di La Salle. Un paese di appena duemila abitanti, incastonato tra le montagne valdostane, che oggi può vantare due campionesse capaci di far sognare: Martina Berta e Federica Brignone. Medaglia di bronzo per l’altra elvetica Nicole Koller.
L’azzurra è stata subito reattiva, già dal primo giro, mettendosi a ruota della svedese Jenny Rissveds e dell’elvetica Sina Frei, le più brillanti nella fase iniziale. Nel secondo passaggio è stata ancora Frei a forzare nel tratto in salita: Rissveds ha perso qualche metro, mentre Martina Berta ha risposto con un’azione di forza, riuscendo a rientrare sulle battistrada.
La svedese, campionessa del mondo in carica, ha progressivamente ceduto terreno, anche rispetto all’elvetica Nicole Koller e all’olandese Puck Pieterse, prima di essere costretta ad abbondare i sogni di medaglia da una foratura. Nel terzo giro anche Berta ha dovuto lasciare spazio a Sina Frei, che ha cambiato ritmo e si è involata verso l’oro. Per la valdostana è iniziata allora una nuova gara, quella per l’argento, con Koller pronta a rientrare alle sue spalle e capace di raggiungerla nel corso della quinta tornata.
Gli ultimi due giri sono stati la passerella trionfale di Sina Frei, che ha conquistato il suo primo titolo mondiale Elite nel Cross-country e la seconda medaglia iridata della carriera in Val di Sole, dopo l’oro nello Short Track del 2021. Martina Berta, invece, ha conservato fino all’ultimo le energie per lo sprint decisivo, riuscendo ad avere la meglio su Nicole Koller.
Alle loro spalle, quarta Puck Pieterse a 1’25”, quinta la neozelandese Samara Maxwell a 1’48”. Soltanto settima Jenny Rissveds, a 2’29”. Quindicesima l’altra azzurra in gara, Giada Specia, a 4’58” dalla vincitrice.
“Penso che più che un obiettivo della mia stagione, questo fosse un vero e proprio sogno, soprattutto dopo due anni in cui ho avuto tante difficoltà, in particolare nella parte centrale della stagione. Quello che penso è che solo io possa influenzare me stessa e la mia prestazione. Per questo ho seguito solo me stessa e il mio ritmo, senza pensare troppo alle altre. Al momento non riesco ancora a realizzare quello che è successo, ma non vedo l’ora di indossare questa maglia nelle prossime tappe di Coppa del Mondo”, le parole di Sina Frei.
“È incredibile, questa medaglia era il grande obiettivo della stagione”, ha commentato Martina Berta. – “Sono riuscita ad arrivare in forma e sono molto contenta del risultato ottenuto. Ringrazio la mia famiglia e il mio allenatore, con cui riusciamo sempre a fare un ottimo lavoro, oltre al Centro Sportivo Esercito, e alla Federazione Ciclistica Italiana, che ci ha permesso di concentrarci al meglio e di sentirci davvero squadra. La dedica, naturalmente, è per Chiara Teocchi: il nostro pensiero è stato con lei durante tutta questa esperienza.”
“L’affetto e l’entusiasmo del pubblico della Val di Sole sono stati assolutamente incredibili. Dopo la seconda e la quarta salita sentivo tutto ovattato per almeno un minuto. Grazie davvero a tutti coloro che sono venuti qui per supportarci: è importante, perché significa che riusciamo a trasmettere grandi emozioni anche al pubblico. Ho provato a vincere, ma oggi Sina era troppo forte: è stata una gara durissima su un percorso fantastico.”
UNDER 23: IN VAL DI SOLE SPLENDE L’IRIDE DI VALENTINA CORVI
È una Val di Sole che ha spinto forte sin dalle prime ore della mattinata quella che domenica 30 agosto ha accolto le stelle del Cross-country mondiale, per la giornata conclusiva dei Campionati del Mondo UCI di Mountain Bike. E davanti al pubblico di casa, Valentina Corviha risposto nel modo più bello possibile.
A Daolasa di Commezzadura, la valtellinese partiva con i favori del pronostico e non si è limitata a trasformarli in realtà: ha semplicemente dominato. Per la ventunenne di Tirano è arrivato l’oro nel Cross-country Donne U23, il secondo di questa rassegna iridata dopo quello conquistato mercoledì nel Team Relay.
La giovane azzurra ha costruito una gara di assoluta qualità sin dalla prima tornata, imponendo immediatamente il proprio ritmo e facendo il vuoto alle sue spalle. Giro dopo giro, Corvi ha allungato con autorità, senza concedere il minimo spiraglio a una concorrenza qualificata. Soltanto la svizzera Hutter ha provato a reagire nel terzo passaggio, rosicchiando qualche secondo alla leader. Una fiammata durata poco, perché Corvi è tornata subito ad aumentare il proprio vantaggio, trasformando l’ultimo giro in una passerella trionfale. Al traguardo, il cronometro si è fermato su 1 ora, 19 minuti e 34 secondi.
Alle sue spalle, la marea elvetica. Anina Hutter ha conquistato l’argento a 43”, mentre il bronzo è andato alla connazionale Monique Halter (+1’55”), già protagonista con l’oro nello Short Track. Quarta posizione per Fiona Schibler a 2’30”; 24.esima e 28.esima le altre due azzurre in gara, Marika Celestino e Laura Squarise.
“È semplicemente incredibile, non vedevo l’ora di iniziare questa gara. Era il mio sogno vincere qui oggi”, ha dichiarato Valentina Corvi. – “Da quando sono passata Under 23 sapevo che il Mondiale 2026 sarebbe stato qui. A inizio anno ricordo di aver detto al mio allenatore che bisognava vincere: ho messo subito il cerchio sul calendario. Sono orgogliosa di me stessa e contenta dello step fatto anche a livello mentale. Questo pubblico fantastico mi ha dato qualcosa in più. A un certo punto non sentivo più la fatica, solo il rumore della gente.”
Nella gara maschile ha dominato la Francia, con Nael Rouffiac medaglia d’oro davanti al connazionale Alix André Gallis, staccato di 9”, e all’elvetico Nicolas Halter (+13”), vincitore dello Short Track.
La prova è rimasta sul filo dell’equilibrio per tutta la prima metà di gara, prima dell’offensiva di Rouffiac nel corso della quinta tornata. Il giovane francese è riuscito a conservare un buon margine sugli inseguitori anche nelle due tornate successive. Alle sue spalle, nell’ultimo giro, è emerso il connazionale Gallis, che ha preceduto Halter, il danese Pedersen e il tedesco Kruger.
“Sono senza parole, per me è un sogno che si avvera. Il piano gara prevedeva un attacco nel finale, ma mi sento bene e ci ho provato al quinto giro. Sono davvero felice di condividere con un mio compagno di squadra, è stata la giornata perfetta”, ha commentato Rouffiac.
Sedicesimo il primo degli italiani, Giulio Peruzzo, mentre Fabio Bassignana ha chiuso al 18° posto. Per il torinese resta comunque la soddisfazione della medaglia d’oro conquistata nel Team Relay.
LAPPARTIENT: “CHE ATMOSFERA IN VAL DI SOLE, CI VEDIAMO NEL 2031”
“La Val di Sole ha dimostrato di essere una perfetta macchina organizzativa”, ha dichiarato David Lappartient, Presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale. – “C’era una bellissima atmosfera, con tanti fan presenti lungo il circuito. È incredibile come su un tracciato lungo come quello del downhill, ieri ci fossero tifosi dappertutto. Oggi abbiamo chiuso con il Cross-country, dove gli atleti hanno dato spettacolo, partendo da dietro e riuscendo addirittura a vincere, come ha fatto Tom Pidcock. È stata una bella anteprima di quello che accadrà nel 2031 con il Super Mondiale organizzato qui in Trentino, con ben venti discipline. Sarà un grande evento: il territorio è stupendo e accogliente e sarà un vero piacere tornarci.”
DAGNONI: “RAGAZZI DA BATTICUORE, VAL DI SOLE PERFETTA”
“Bisogna essere preparati col cuore, perché questi ragazzi ci regalano emozioni forti”, il commento di Cordiano Dagnoni, Presidente della Federazione Ciclistica Italiana al termine della rassegna iridata. – “Martina e Valentina sono state strepitose. Abbiamo atleti fantastici e uno staff che si prende cura di loro in maniera maniacale. Le vittorie sono dell’intero gruppo nazionale: non a caso, all’estero ci chiamano ‘la squadra’, perché si accorgono della forte coesione che c’è all’interno del gruppo. Questi risultati sono davvero importanti. In particolare, quella nel Team Relay è una vittoria storica per noi, testimonia come siamo competitivi anche con i giovani.“
“La Val di Sole ha raggiunto un livello straordinario: sento solo commenti positivi, anche da parte dell’UCI. Le qualità organizzative di questo territorio sono sotto gli occhi di tutti e hanno rappresentato il biglietto da visita più importante che ci ha consentito di ottenere l’assegnazione dei Super Mondiali del 2031.”
Per l’Italia sono quattro le medaglie conquistate ai Campionati del Mondo di Val di Sole-Trentino, l’oro del Team Relay e di Valentina Corvi nel Cross-country, l’argento di Martina Berta e il bronzo di Filippo Gilardino nel Downhill Juniores. Medagliere alla Svizzera con 5 ori e 15 medaglie in totale (5-5-5), davanti a Francia (3-1-3), Austria (3-1-1), Italia (2-1-1)quarta e Australia (2-0-0) a chiudere la top-5.
VAL DI SOLE, UN SUCCESSO IRIDATO
“Un grande evento internazionale, con 52 delegazioni da tutto il mondo, che ha regalato emozioni e spettacolo e che soprattutto ha confermato ancora una volta la capacità del Trentino e della Val di Sole di organizzare e gestire appuntamenti di assoluto rilievo. È il risultato di un territorio che sa fare sistema, mettendo a disposizione esperienza, professionalità e qualità dell’accoglienza, e che sa proporsi con successo sulla scena internazionale. Lo sport è una grande vetrina, ma soprattutto un investimento sul futuro, sui giovani e sulle nostre comunità”, il commento dell’Assessore allo Sport della Provincia Autonoma di Trento Mattia Gottardi.
C’è entusiasmo anche nelle parole del Direttore di APT Val di Sole e Grandi Eventi Val di Sole Fabio Sacco, al termine di un’edizione del Mondiali di Mountain Bike che promette di essere ricordata a lungo, in Val di Sole e non soltanto.
“In quasi vent’anni di storia della Mountain Bike in questo territorio abbiamo vissuto tanti momenti memorabili, ma credo sinceramente che questa settimana, nel suo complesso, si posizioni ad un livello ancora più alto. Non è mancato niente: le imprese dei campioni che sono venuti qui per dare il massimo, un apparato tecnico e organizzativo che ha fatto un ulteriore salto di qualità, e il feedback di un pubblico eccezionale per numeri e partecipazione. Val di Sole – Trentino 2026 è un Mondiale che ha fatto parlare di sé, e continuerà a farlo in futuro.”
“In questi giorni abbiamo avuto il piacere di ospitare i vertici dell’Unione Ciclistica Internazionale, a cominciare dal Presidente Lappartient, ed è evidente come – nonostante l’ormai lunga storia di grandi eventi in questo territorio – questo Mondiale abbia superato anche le loro aspettative. I loro riscontri, come quelli degli atleti e degli addetti ai lavori che hanno promosso l’evento a pieni voti, ci spinge ad insistere sulla strada che abbiamo tracciato, e che sempre più ci sta dando risultati tangibili sul piano delle presenze e della rilevanza delle destinazioni Val di Sole e Trentino sul mercato del turismo outdoor.”
“Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questo grande risultato: dagli sponsor ai partner, passando per lo staff organizzativo, i volontari e tutte le persone che hanno lavorato con impegno e passione alla riuscita dell’evento. Il bilancio, sia sotto il profilo tecnico che mediatico, è motivo di grande soddisfazione.”
“Ora guardiamo già ai prossimi obiettivi. Il primo sarà il ritorno delle UCI Mountain Bike World Series nel 2027, ma il nostro sguardo si spinge già più avanti, ed al quinquennio che porterà il Trentino ad accogliere i Super Mondiali di ciclismo del 2031, un appuntamento che rappresenterà un traguardo straordinario e che vedrà l’intera Provincia protagonista e al centro del ciclismo mondiale.”
Fonte: comunicato stampa
Ph. Michele Mondini


