Alfio Caccamo presenta Corridonia, l’apertura del Giro Regioni Ciclocross 2026
Già iniziata la preparazione del percorso: Lanfranco Passarini e lo staff dell’ASD Romano Scotti, coordinati sul campo da Pasquale Parmegiani, lavoreranno insieme anche al personale locale
Le Marche si preparano ad accogliere il Giro Regioni Ciclocross. L’attesa per il nuovo appuntamento dell’edizione 2026 sta per entrare nella sua fase più concreta: già iniziate da pochi giorni le operazioni di preparazione del percorso che ospiterà la tappa marchigiana.
Sarà il momento in cui il progetto comincerà a prendere forma sul terreno, attraverso un lavoro attento alle caratteristiche dell’area individuata e alle esigenze tecniche della competizione. Sul campo entrerà in azione lo staff dell’ASD Romano Scotti, coordinato da Pasquale Parmegiani, che lavorerà a stretto contatto con il personale locale. Un contributo prezioso arriverà, in primo luogo, da Lanfranco Passarini, riferimento importante in tutti questi anni per accompagnare le diverse fasi dell’allestimento e mettere a disposizione la conoscenza del territorio.
Il tracciato nascerà progressivamente, seguendo le indicazioni emerse durante i sopralluoghi e valorizzando gli elementi naturali che Corridonia può offrire. Ogni intervento sarà studiato per costruire una gara capace di mettere alla prova gli atleti e, allo stesso tempo, regalare spettacolo al pubblico presente. È un lavoro che avviene lontano dai riflettori, ma dal quale dipendono il carattere e l’identità tecnica di ogni appuntamento del Giro Regioni Ciclocross.
Mentre si avvicina l’arrivo dei primi mezzi e il terreno si prepara a essere modellato dalle fettucce, cresce anche l’attenzione intorno a una tappa chiamata a ritagliarsi uno spazio significativo nel calendario 2026. Corridonia è pronta a entrare nell’atmosfera del grande ciclocross, affidandosi all’esperienza organizzativa dell’ASD Romano Scotti e all’impegno di chi opera quotidianamente sul territorio.
A raccontare l’avvicinamento alla tappa, il lavoro che precede la gara e il significato dell’appuntamento di Corridonia è Alfio Caccamo, presidente del CorridoMnia Shopping Park, che ospita interamente la tappa di apertura dell’edizione 2026.
Alfio Caccamo: «Corridonia e il GRC, una storia che continua a crescere»
Il Giro Regioni Ciclocross torna a Corridonia e celebra il ventesimo circuito organizzato dall’ASD Romano Scotti. Che significato ha accogliere un’edizione così importante?
«Vent’anni sono un traguardo che merita rispetto, perché dietro un numero così importante ci sono lavoro, sacrifici e soprattutto persone che hanno creduto nel progetto. Per noi è un piacere essere ancora una volta al fianco dell’ASD Romano Scotti e accogliere a Corridonia una manifestazione che ormai sentiamo anche un po’ nostra. Nel corso degli anni abbiamo visto il Giro cambiare e crescere, ma è rimasto intatto lo spirito con cui è arrivato qui la prima volta: portare il grande ciclocross vicino alla gente e coinvolgere i ragazzi».
Il CorridoMnia Shopping Park non è soltanto il main sponsor della tappa, ma ne diventa ogni anno il vero centro operativo. Come vive questa trasformazione?
«È certamente una situazione particolare. Per alcuni giorni gli spazi che normalmente ospitano le attività cambiano volto: arrivano le squadre, si prepara il percorso, cominciano le prove e cresce l’attesa. Poi, la domenica, tutto prende vita. Vedere il Parco Verde pieno di biciclette, famiglie e bambini è la soddisfazione più grande, che ci fa capire che l’impegno non si limita a un evento sportivo, ma porta valore aggiunto all’intera comunità».
Perché un’impresa privata decide di investire con continuità in una manifestazione sportiva di questo tipo?
«Perché un’Impresa non può considerarsi separata dal luogo in cui opera. Il CorridoMnia è parte di questo territorio e deve cercare di restituire qualcosa alla comunità. Lo sport è uno degli strumenti migliori per farlo, in particolare quando riesce a coinvolgere persone di tutte le età. Questa manifestazione porta movimento, fa conoscere Corridonia e offre ai giovani l’occasione di vedere da vicino atleti provenienti da tutta Italia. Ci interessa il valore complessivo dell’iniziativa e ciò che lascia sul territorio, oltre alla chiara visibilità del marchio».
Nelle sue dichiarazioni degli anni passati ha sempre riservato un’attenzione particolare ai giovani. È ancora questo l’aspetto che la colpisce maggiormente?
«Sì, senza dubbio. La gara degli atleti élite offre spettacolo, ma vedere i bambini avvicinarsi al percorso con la bicicletta e gli occhi pieni di curiosità ha un significato diverso. Alcuni vengono per accompagnare un familiare, altri partecipano alle attività dedicate ai più piccoli e magari scoprono proprio qui la voglia di praticare ciclismo. Non sappiamo se diventeranno campioni e, in fondo, non è questa la cosa più importante. L’importante è che trovino nello sport un ambiente sano, persone capaci di seguirli e un motivo per stare insieme.»
Negli anni Corridonia ha risposto alla manifestazione con numeri importanti. Si aspettava una partecipazione così costante?
«Ogni edizione ha aggiunto qualcosa. Oggi incontriamo persone che programmano il ritorno a Corridonia con largo anticipo e famiglie che conoscono già il percorso e gli spazi del parco. Questo significa che si è creata un’abitudine positiva. Naturalmente i numeri fanno piacere, ma sappiamo che possono dipendere anche da fattori in cui non possiamo più di tanto dire la nostra; ancora di più ci interessa vedere che chi arriva si trova bene e porta con sé un buon ricordo».
Quanto è importante il lavoro di squadra che accompagna la tappa?
«È decisivo. Una manifestazione di queste dimensioni non si organizza con il contributo di una sola persona o di un solo soggetto. C’è il lavoro dell’ASD Romano Scotti, quello della Bike Italia Tour e del Ciclo Club Corridonia, il sostegno dell’Amministrazione comunale, l’impegno dei volontari e di tutti coloro che preparano materialmente il campo di gara. Molto di questo lavoro non si vede, perché comincia parecchio tempo prima dell’arrivo degli atleti. Il pubblico vede la gara della domenica, ma dietro quella giornata ci sono settimane di organizzazione e persone che dedicano tempo ed energie».
Il percorso ricavato nel Parco Verde è ormai diventato uno degli elementi riconoscibili della tappa. Che rapporto si è creato tra questo spazio e il ciclocross?
«Il Parco Verde si presta molto bene a questa disciplina perché consente al pubblico di seguire la gara da vicino e agli organizzatori di costruire ogni anno un tracciato tecnico e spettacolare. La cosa che mi piace è che non si tratta di uno spazio isolato dal resto della struttura. La corsa entra nella vita del parco e chi viene al CorridoMnia, anche solo per curiosità, si trova davanti a uno spettacolo che magari non aveva mai visto. È un modo diretto per far conoscere il ciclocross e avvicinare nuovo pubblico.»
Dopo tanti anni di collaborazione, è cambiato il modo in cui vive l’attesa della gara?
«L’emozione è rimasta la stessa, ma oggi c’è una maggiore consapevolezza. Sappiamo quanto lavoro comporti una tappa e conosciamo meglio le esigenze delle squadre, del pubblico e degli organizzatori. Allo stesso tempo, ogni edizione conserva una parte di imprevedibilità: il percorso può cambiare, il tempo può influire sulla gara e fino all’ultimo ci sono aspetti da sistemare. È forse proprio questo che mantiene viva l’attesa.»
Quale messaggio desidera rivolgere agli atleti e alle famiglie che arriveranno a Corridonia per l’edizione 2026?
«Il primo messaggio è molto semplice: vi aspettiamo. Corridonia è pronta ad accogliere ancora una volta il GRC e tutta la sua carovana. Agli atleti auguro di trovare un percorso all’altezza delle loro aspettative e di vivere una bella giornata di sport. Alle famiglie dico di venire e di partecipare, perché il ciclocross visto da vicino è coinvolgente e permette di condividere l’esperienza con i ragazzi. Vogliamo che tutti tornino a casa portando con sé il ricordo di una città ospitale e di una manifestazione organizzata con passione.»
Le parole di Alfio Caccamo confermano un legame che, anno dopo anno, ha superato la dimensione della semplice sponsorizzazione. Il CorridoMnia Shopping Park è diventato parte integrante della storia marchigiana del Giro: luogo di gara, punto d’incontro e spazio nel quale il ciclocross riesce a farsi conoscere anche da chi non lo frequenta abitualmente.
Nel 2026, l’appuntamento di Corridonia assumerà un valore ancora più significativo. Il ventesimo circuito dell’ASD Romano Scotti porterà con sé la memoria del cammino percorso, ma soprattutto la volontà di continuare a investire nei giovani e nei territori che hanno contribuito alla crescita della manifestazione. La continuità del sostegno del CorridoMnia Shopping Park, già riconosciuta nelle precedenti edizioni, si inserisce precisamente in questa prospettiva.
Iscrizioni aperte per l’VIII Trofeo CorridoMnia
Le società affiliate alla Federazione Ciclistica Italiana possono procedere all’iscrizione dei propri atleti attraverso il sistema federale Fattore K, facendo riferimento alla gara nazionale di Corridonia del 27 settembre 2026, identificata dal codice 182432.
Per gli atleti tesserati con gli Enti di Promozione Sportiva è disponibile l’apposito modulo online pubblicato sul portale ufficiale del Giro Regioni Ciclocross. Le società sono invitate a completare le procedure entro i termini indicati dall’organizzazione, verificando la correttezza dei dati trasmessi e la validità del tesseramento.
Accrediti per squadre e media
Restano attive le procedure di accredito già presentate durante questa settimana. Le Società Sportive che prendono parte anche a una sola tappa devono ritirare i pass per personale e mezzi contestualmente alla consegna dei numeri di gara. Le richieste devono essere inoltrate entro le 48 ore dalla partenza della gara; i pass non saranno rilasciati al di fuori della finestra prevista e il loro numero sarà valutato dal Comitato Organizzatore in funzione degli atleti e dei tecnici o accompagnatori presenti.
L’accesso alle aree team e box senza pass non è consentito


