3 Epic, quando il gioco si fa duro… (parte prima)

Un Mondiale è cosa importante e Pedali di Marca ha dimostrato in passate occasioni di essere sempre all’altezza. Manca poco meno di 1 anno, ma il lavoro fatto e’ già tanto e la 3 Epic iridata promette spettacolo. Abbiamo sentito Massimo Panighel, a capo della macchina organizzativa, per capire quale lavoro andra fatto di qui al 15 settembre 2018 e per scoprire quali sorprese ci saranno.Solobike.it: Buongiorno Massimo. Manca poco meno di 1 anno al grande appuntamento iridato. Come procedono i lavori?
Massimo Panighel: Molto bene, dopo i disastri meteo della scorsa estate che hanno compromesso la transitabilità della val d’Onge e del Vallon di Lavaredo, ed aver gestito a tempo di record e magistralmente, identificando nuovi sentieri, la 3Epic di settembre, ora possiamo presentare un nuovo percorso, decisamente impegnativo e tecnico, e con la possibilità di ripedalare sotto le Tre Cime di Lavaredo, conquistando il Rifugio Auronzo. Per scendere, con la collaborazione degli Uffici Tecnici del Comune di Auronzo di cadore della locale sezione del CAI, abbiamo individuato un nuovo sentiero che correndo sotto i Cadini di Misurina, ci porterà ad ammirare, da una nuovo prospettiva le Tre Cime di Lavaredo, per poi concludere la discesa al Lago d’Antorno.

Solobike.it: Problemi dell’ultima "ora" a parte, quali importanti indicazioni avete avuto dalla 3Epic appena andata in scena?
Massimo Panighel: Che è una gara impegnativa, una gara che non si improvvisa, una gara dove bisogna saper andare in mountain bike, dove le difficoltà delle salite e l’impegno tecnico delle discese, mettono a dura prova i bikers. Ma abbiamo scelto di correre in mountain bike e abbiamo proposto un percorso old style, forse da troppo tempo dimenticato.

Solobike.it: Grande opportunità negli ultimi giorni, con la presenza sul percorso di Gunn Rita Dahle. Ormai da anni testimonial (ed amica) delle prove organizzate da Pedali di Marca. Quali sono state le sue considerazioni dopo il test di 2 giorni sui percorsi di Auronzo di Cadore?
Massimo Panighel: Gunn Rita è uscita entusiasta da questa due giorni, ha apprezzato moltissimo il percorso, lo ha trovato disegnato perfettamente, con salite molto impegnative nella parte iniziale, ma fondamentali per scremare il gruppo e già stabilire le gerarchie di gara, con una parte centrale molto simile ad un lungo cross country in quota, in un contesto ambientale, quello di Misurina, unico al mondo per finire, tornando verso Auronzo, con una serie di discese tecniche ed impegnative, ma assolutamente divertenti. Praticamente un percorso che racchiude l’essenza della mountain bike.

Solobike.it: Pedali di Marca è ormai una sicurezza. Dopo Montebelluna cosa vi ha spinti a ripresentare una candidatura ad un Mondiale Marathon?
Massimo Panighel: Senza dimenticare cinque Italiani ed un Europeo, la molla che ci spinge è l’amore per questo sport e la volonta di valorizzare un territorio ricco di percorsi per la mountain bike, da combinare ed unire con le altre eccellenze della nostra regione: storia, cultura, arte, natura, eno gastronomia. Con la Regione Veneto e il Comune di Auronzo si è instaurata un’ottima collaborazione per una comune condivisione di determinati obiettivi legati allo sviluppo del cicloturismo e alla promozione del territorio.

Solobike.it: Un’organizzazione ormai oliata e che è sicurezza di un evento qualitativamente di alto livello. Non trovi che per la MTB agonistica (team e gare) spesso il movimento italiano pecchi proprio in queste caratteristiche?
Massimo Panighel: Organizzare 3Epic non è stato per nulla facile … dopo i fasti del Montello, ci siamo messi in gioco in un territorio dolomitico, che per quanto da me profondamente conosciuto, non aveva mai ospitato eventi di ciclismo e mountain bike. Abbiamo impiegato 3 anni per dare una definitiva connotazione logistica e organizzativa dell’evento. Con una seria e determinata programmazione però, si può arrivare a raccogliere risultati e successi, garantendo ai partecipanti standard organizzativi e servizi di qualità. Dal 2011 varie accorgimenti organizzativi adottati da Pedali di Marca per il Mondiale di Montebelluna sono diventati regole nel vademecum organizzativo dell’Uci, questo a comprova che oltre al cuore e alla passione, elemento fondamentale della nostra organizzazione sono competenza e responsabilità. Nulla si inventa, ma tutto si programma. Forse è proprio questo l’elemento che manca nel mondo professionistico della mountain bike italiana … una programmazione ed un cammino che tende a ragiungere un risultato. Con il trittico di Montebelluna fu così, con 3Epic altrettanto, arrivando solo dopo quattro edizione, a mettere in palio un titolo iridato.

Solobike.it: A Cairns Nino Schurter ha un po’ polemizzato sulle gare "quasi obbligate" che l’UCI deve organizzare (spesso fuori Europa) per accontentare un po’ la piazza o per dare visibilità anche a posti nuovi. Italiani o esteri. Cosa pensi degli appuntamenti (soprattutto di Coppa o Mondiali), che forse peccano proprio a livello organizzativo? Sei d’accordo con la scelta dell’UCI (o della FCI per quanto riguarda l’Italia) o daresti un premio a chi sa organizzare meglio un appuntamento di valore?
Massimo Panighel: Ormai con la globalizzazione dobbiamo abituarci a correre in tutto il mondo, lo si vede ormai da molti anni anche nel ciclismo su strada, nei mondiali di calcio (Sud Africa, Brasile, Qatar), nei Giochi Olimpici, sia estivi che invernali. Certo che non basta essere un paese emergente o garantire il pagamento delle fee organizzative. Un evento è di successo se effettivamente poi è organizzato a regola d’arte e se ne garantisce un’eredità, ovvero dopo l’evento, il territorio si struttura per sfruttare ogni effetto benefico derivante dal grande evento. Con l’UCI, abbiamo potuto privilegiarci dei risultati ottenuti in passato, infatti la candidatura ha sbaragliato le pur importanti sedi avversarie, per competenza, qualità e serietà del progetto. Mi lusinga pensare che ancora esista una meritocrazia dettata da capacità e risultati.TO BE CONTINUED….(Max Alloi)