GRAZIE!

Dopo la sedicesima edizione della Capoliveri Legend Cup — l’ennesimo straordinario successo, capace di regalare spettacolo agonistico, emozioni autentiche e immagini indimenticabili del territorio — il nostro pensiero non può che andare a Maurizio Melis e a tutto il gruppo del Capoliveri Bike Park.

Sedici edizioni. Sedici anni di passione, sacrifici e sogni trasformati in realtà.
Dal 2010 ad oggi, il Capoliveri Bike Park ha saputo costruire qualcosa che va ben oltre una semplice gara: un simbolo, un’esperienza, una vera leggenda della mountain bike.

Un percorso iniziato da lontano, con radici che affondano fino alla storica tappa di World Cup Grundig XC del 1994, e culminato in eventi entrati nella storia di questo sport. Su tutti, il Mondiale Marathon del 2021, ancora oggi ricordato come il mondiale marathon più duro, spettacolare ed emozionante di sempre: 115 chilometri, oltre 4.700 metri di dislivello e tre passaggi attraverso il mitico “Muro della Leggenda”, diventato ormai un luogo iconico per ogni amante della mountain bike.

Ma dietro tutto questo non ci sono grandi multinazionali o strutture imponenti.
Ci sono persone. Amici. Volontari.
C’è un gruppo di uomini innamorati della propria terra e della mountain bike, capaci di dedicare mesi di lavoro, tempo, energie e spesso sacrificando momenti preziosi con le proprie famiglie, solo per regalare agli altri un’emozione unica.

Ed è forse proprio questo il segreto della Capoliveri Legend Cup: l’anima.
Quella passione autentica che ogni anno fa arrivare a Capoliveri migliaia di appassionati da ogni parte del mondo, tutti con lo stesso desiderio: vivere il sogno di entrare nella “LEGGENDA”.

A Maurizio Melis e a tutti i ragazzi del Capoliveri Bike Park possiamo dire soltanto una cosa: GRAZIE.
Un grazie sincero, profondo, che viene dal cuore.

Non sappiamo quale sarà il futuro della Capoliveri Legend Cup. Ma qualunque cosa accada, ciò che avete costruito resterà per sempre nella storia della mountain bike e nel cuore di chiunque abbia avuto la fortuna di viverla.

Grazie di tutto.

Aldo Zanardi

(Fonte: Solobike.it)

Foto: Alessandro Billiani