Supersix Race 2026: quando cambiare diventa necessario

Ha suscitato tanto interesse e dibattito la nuova formula del Supersix Race 2026, circuito che fino a qualche anno fa è stato il gemello del Tour3Regioni e che negli ultimi anni ha cercato la sua indipendenza. Nel 2026 sarà completamente rinnovato, con nuove prove, alcune tra le più importanti a livello nazionale, e con una formula di classifica che ha fatto rizzare i peli agli agonisti più incalliti, i quali ovviamente, in parte, sono rimasti fedeli ai loro crismi di gara dove il più forte guadagna più punti e alla fine vince

Parola d’ordine: cambiamento

Tutto vero. Infatti il Supersix Race non è stato disegnato per gli amatori più incalliti, ma al contrario per quelli che hanno bisogno di stimoli nuovi per non abbandonare per sempre questo bel mondo chiamato Mountain Bike. In questi anni abbiamo spesso sentito o letto articoli in cui il dibattito era incentrato sul cambiamento: una crisi richiamata dagli stessi organizzatori che, a detta di molti atleti, non si sarebbero saputi aggiornare con i tempi, mantenendo eventi con lo stesso format di 20 anni fa.

Da organizzatori ci sentiamo di dire che queste affermazioni non sono assolutamente vere: basta rivedere i filmati di una Granfondo di 20 anni fa per capire l’enorme differenza, in termini di investimenti e di immagine, che in questi anni è stata data agli eventi. Ma è anche vero che una formula “ibrida”, a metà tra un evento agonistico e uno cicloturistico, non è mai esistita. Nel mondo della MTB o sei un invasato agonista o sei un cicloturista che va agli eventi per i ristori. La realtà, nuda e cruda, è stata disegnata così.

Biker diversi, diverse gare. O forse no…

Esistono però tanti appassionati che amano gareggiare, ma non hanno tempo, possibilità o genetica per essere competitivi in giro per l’Italia. Ecco allora che la formula del Supersix può venire in aiuto, con una classifica che sta nel mezzo tra competizione e costanza, tra performance agonistica e tenacia. Un circuito che, per la prima volta, non guarda ai numeri nel loro insieme, ma ai singoli atleti.

Un percorso che ha trovato l’appoggio di organizzatori di grande calibro come Michele Maturi della Dolomitica Bike, Simone Scandola della Tre Valli, Maurizio Melis della Capoliveri Legend Cup e Luca Ministrin de La Spoleto-Norcia, assieme agli altri tre organizzatori di GF del Syrah, Il Carpegna mi Basta e Sasso Race. Un circuito che, in questa nuova veste, dovrà crescere nel tempo, ma che nasce da un coraggio — quello di cambiare — sbandierato da tutti e praticato da pochi.