Le convocazioni per il mondiale CX di Hulst hanno convinto tutti? Forse no…

Dopo la pubblicazione delle convocazioni della Nazionale Italiana per il Campionato del Mondo di Ciclocross di Hulst, a più persone sono sorti dei dubbi non vedendo i nomi di alcuni atleti che hanno ottenuto ottimi risultati nel corso della stagione. Una di queste persone, che ha vissuto dall’interno l’intera stagione, ha fatto la sua dettagliata ed attenta disamina. Fabio Agostinacchio, tecnico del settore e papà di Filippo e Mattia, ci ha inviato le sue considerazioni…

Ieri abbiamo pubblicato le convocazioni della Nazionale Italiana per il Campionato del Mondo di Ciclocross a Hulst e subito ci sono state delle obiezioni. Tra i nomi dei convocati saltava all’occhio la mancanza dialcuni atleti che hanno ben figurato nella stagione, frutto di tanti sacrifici e impegno. A parte il nome del campione europeo U23 in carica, Mattia Agostinacchio, costretto a chiudere anticipatamente la stagione per problemi di salute, altri importanti nomi mancavano da questo elenco. Molte le considerazioni ricevute, e visti gli sfoghi di molti atleti. Abbiamo preso in considerazione forse quella di maggior peso, visto che ha vissuto l’intera stagione con più ruoli, non ultimo nello staff della Nazionale Italiana. Fabio Agostinacchio ci ha fatto la sua attenta e dettagliata disamina, che vi pubblichiamo di seguito:

Le convocazioni per il Campionato del Mondo di Ciclocross di Hulst 2026 sono “drammatiche” per il movimento Italiano.

Convocare un solo Elite su sei posti disponibili uccide le speranze delle categorie giovanili. Il ciclocross è già una disciplina difficile, dura, che si corre al freddo. Se poi a fine stagione non si ha neanche la gratificazione della maglia azzurra, cosa lo praticano a fare le nuove leve?

Non entro nel merito degli atleti convocati, anche perché il Commissario Tecnico ha convocato i due più forti: Filippo Fontana e Sara Casasola. Con quelle limitazioni altro non poteva fare. Gli hanno imposto delle linee guida troppo limitanti.

Ci sono però anche altri protagonisti.

Gioele Bertolini ha forse fatto la sua migliore stagione da tempo e comunque ha fatto un avvicinamento al mondiale di tutto rispetto.

Filippo Agostinacchio si porta a casa un ottavo, un quindicesimo posto ed altre top 20 in Coppa del Mondo, partendo sempre dalla quinta o sesta fila. Al primo giro passa sempre 45/50esimo e poi fa rimonte assurde. Ricordiamoci che é un primo anno Elite.

Federico Ceolin ha dimostrato, ai Campionati Italiani, che se imbrocca la giornata é al livello dei due precedenti.

Rebecca Gariboldi ha fatto una grande stagione, Lucia Bramati la sua migliore di sempre, a ridosso delle dieci in Coppa del Mondo. Anche lei al primo anno di categoria.

Tutti atleti che si sono guadagnati la maglia azzurra sul campo, con il loro impegno, il loro sacrificio ed anche con i risultati.

Perché stare nella top 20 maschile oggi, con il livello attuale, è davvero “tanta roba”.

Le motivazioni addotte dalla Federazione sono sempre le solite: non ci sono soldi, quindi si portano solo atleti che possono andare a medaglia.

Iniziamo dal secondo punto: se devono andare a medaglia allora portiamo solo 2 junior maschi, 1 junior donna, 1 under 23 maschio.

E basta!

Tutti gli altri devono sperare in un miracolo oppure compierlo. Quindi stanno a casa come gli altri.

Se facciamo così però diamo il colpo di grazia ad un movimento agonizzante.

Se tutte le Nazioni ragionassero così il mondiale lo correrebbero in 10, forse.

Analizziamo un attimo questi costi, assodato che la Nazionale è già sul posto. Andata e ritorno in aereo non si arriva a 200 euro. Per soggiornare 2 notti siamo intorno ai 100 euro a notte in un albergo decoroso. Arrotondiamo per eccesso ed arriviamo a 500 euro ad atleta.

La Federazione non ha 3.000 euro per portare altri 6 ragazzi???

Davvero qualcuno ci crede?

Ebbene sì, per un momento vi credo. Momenti duri per il ciclismo Italiano. Capisco che mantenere tutto il sistema e chi lo fa “funzionare” abbia un costo.

Sedersi ad un tavolo con le Società e spiegare la situazione? Cercare una soluzione?

Davvero credete che per la Fas Airport Service Guerciotti o la Alè Cycling sia un problema sostenere la trasferta dei propri atleti? E per la EF Easypost, squadra WT?

Qualcuno sostiene che alla FCI non interessi il Ciclocross. E allora se è così è tutto più semplice! Date un completino azzurro ai ragazzi e lasciate che siano le loro squadre a gestirli!

Fin qui il mio pensiero da tecnico.

Come Team Manager Cx della EF Easypost Oatly, mi pongo il quesito: ma come ragionano in Italia?

Una squadra WT crea un Team Uci per supportare atleti Italiani, investe oltre 200.000 euro tra materiali e trasferte, ipotizza un futuro con qualche atleta in più e poi uno degli atleti più promettenti del panorama Italiano non viene convocato pur avendone i requisiti?

Perché il Team dovrebbe portare le proprie risorse in questo paese?

Sapete che c’è? I fratelli Agostinacchio sono stati messi sotto contratto per fare Strada. D’inverno si riposano e passano le settimane in Spagna, al caldo, a fare volume.

Filippo Agostinacchio

Tecnico, Team Manager… sono anche il papà di Filippo.

Dopo anni di impegno, sacrifici e tenacia nel superare sfortune ed infortuni, per la prima volta ho visto la sua frustrazione.

Il suo primo impulso è stato quello di appendere la bici da cross al muro. Il mio quello di piantare il chiodo dove appenderla.

Perché di combattere contro i mulini a vento non ne ho più voglia.

Le considerazioni di Fabio Agostinacchio sono precise e dettagliate. Purtroppo queste decisioni demotivano gli atleti e i team che li supportano. Se loro ed altri abbandoneranno il ciclocross a chi gioverà tutto questo? Ognuno è libero di trarre le proprie considerazioni…

Aldo Zanardi

Fonte: Solobike.it