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Valleogra Mtb Race: Colombia e Finlandia sul gradino piu’ alto del podio
La quinta edizione della Valleogra Mtb Race è stata una gara di livello internazionale, e non solo perché a vincere sono stati atleti di nazioni diverse dalla nostra. La sensazione che si è avuta, per tutto un complesso di fattori, era proprio quella di partecipare ad una classica del nord. Il cielo minaccioso, che per fortuna ha retto fino alla fine della gara, la foresta scura per le fronde fitte, i muri di neve lungo la salita al Novegno hanno convinto un po' tutti che già concludere la gara sarebbe stato un bel risultato.

Gli oltre mille partecipanti non hanno trovato particolari problemi al loro arrivo. I parcheggi erano capienti, la verifica tessere si è svolta in modo tutto sommato veloce ed ordinato, c'è stato il tempo di prendere un caffè e di scaldarsi a dovere. Le griglie principali erano due: quella per il circuito Marathon (62 km con un dislivello di 2130 metri), che prendeva il via alle dieci e quella per il Classic (44,5 km con un dislivello di 1.380 metri), con il fischio d'inizio mezz'ora piu' tardi. I percorsi erano stati profondamente rinnovati, soprattutto nella fase di salita: la discesa è rimasta pressoché la stessa delle edizioni precedenti. Unanime il commento di apprezzamento, anche se il nuovo tracciato si è rivelato leggermente piu' impegnativo, con conseguente aggravio nel tempo di percorrenza rispetto allo scorso anno.

Cinque le salite principali, tutte ben segnalate anche nelle caratteristiche: si partiva con quella a Casara Rovoledo, lunga 1 km con 105 mt di dislivello, che iniziava con fondo in cemento e proseguiva poi su sterrato molto compatto. Alla salita verso Passo Santa Caterina lunga 1.250 metri con 76 metri di dislivello, seguiva quella a Monte Enna, lunga 1695 metri per 132 di dislivello, percorsa quest'anno in senso inverso e non particolarmente impegnativa. La salita Vallortigara, con un bel single track nel bosco, era l'ultima comune ai due percorsi: quella al Novegno era riservata al marathon. Si trattava di 8,7 km con 670 metri di dislivello particolarmente adatti ai passisti-scalatori, e non presentava nessuna difficoltà particolare.

Capite bene che c'era modo e spazio per tutti di provare a fare il vuoto, ed è quello che è accaduto fin da subito: il tratto verso Poleo è in asfalto, ed invogliava a spingere fin dai primi metri. Pallhuber e Becera Medina transitano per primi al tredicesimo km, ma sono poi raggiunti da Visinelli e Rojas Rojas: c'è qualche schermaglia, con Rojas Rojas che si attarda un po' e che viene controllato a vista da Deho, la cui pedalata risulta piuttosto decisa. Ma sta per incominciare il tratto di salita verso il Novegno, e in località San Rocco il colombiano tenta la fuga spingendo con grinta.

Pallhuber è l'unico che riesce a tenere la ruota, mentre Deho li segue un po' piu' indietro. Spadi, Caro Silva e Visinelli non rinunciano ad inseguire ma hanno circa due minuti di distacco. A Fontane di Sotto Pallhuber aggancia Rojas Rojas, anche se la sua azione risulta un po' appesantita perchè la stanchezza comincia a farsi sentire: l'atleta del team Focus, riesce ad avvantaggiarsi nella lunga e veloce discesa di ritorno verso Schio, concludendo con circa 7 secondi di vantaggio. Pallhuber si deve accontentare del secondo posto e Deho del terzo, a causa di un inconveniente meccanico.

Nel percorso femminile Anna Ferrari e Roberta Gasparini hanno dato filo da torcere a Pia Sundtedt, che all'inizio ha controllato la situazione e recuperato le energie spese il giorno prima al Bike Festival di Riva del Garda: la finlandese ha poi preso il comando delle operazioni, attaccando intorno al ventesimo km e lasciando alle avversarie rispettivamente il secondo e terzo posto del podio.

Nel percorso Classic al primo posto Alessio Illi con 12" di vantaggio su Nereo Canale e 13" su Andrea Pendini: tra le donne ha vinto nettamente Paola Maniago, leader della Serenissima -Gran Veneto, davanti a Sabrina Garbin e a Valentina Donà.

Hanno dichiarato:
Rojas Rojas: "E' stata una gara molto dura, le salite erano impegnative e le abbiamo sempre affrontate con un ritmo molto elevato. Sono sempre stato in testa al gruppo, sulla salita del Novegno sono riuscito a staccare i miei avversari. Non avevo provato il percorso e il freddo e la neve non sono di certo adatti alle mie caratteristiche: ma ero in grande condizione, è stata una bella vittoria"
Pallhuber: "Una gara molto impegnativa, che sentivo di poter vincere: per quello il secondo posto rappresenta una mezza delusione. Ma quando Mario ha attaccato sulla salita finale io non avevo piu' energie e non sono riuscito a chiudere la sua iniziativa".
Anche Deho non è certo soddisfatto: "Ho controllato la gara, cercando di non disperdere le forze per cercare a mia volta di attaccare. Ma ho piegato la catena, ho perso tempo per sistemarla: alla fine quei ventotto secondi dimostrano che non ero lontano, vorrà dire che ci riproverò"
Sundstedt: "Ero un po' affaticata dalla vittoria nella Marathon di Riva del Garda, ed ho fatto fatica a prendere il ritmo: ma quando le gambe hanno cominciato a girare ho ripreso le mie avversarie ed ho controllato il vantaggio nella seconda parte della gara".

Per quanto riguarda la parte organizzativa bene le docce, bene il pasta party, buono il presidio nel percorso, soprattutto nella discesa dal Novegno. Il freddo e la nebbia costringevano a rallentare, chi aveva i guanti estivi leggeri ha sicuramente sofferto i cinque gradi di temperatura presenti.

Nel pacco gara abbiamo trovato un pacco di caffè, una bevanda isotonica, ciabatte doccia personalizzate, un bagno doccia, cd delle 'Alte Valli Vicentine' con i sentieri delle zone dell'Alto Vicentino, una confezione di marmellata e integratori.

Molte le iniziative collaterali, compresa la Granfondo su strada del giorno prima, che dava vita ad una speciale classifica di combinata con la prova di mtb : "Bimbi in bici", la visita guidata all'archeologia industriale di Schio, al giardino Jaquard e a Palazzo Fogazzaro.

Nella sostanza la Vallegra Mtb Race è stata una competizione ben riuscita e ben organizzata, che avrebbe potuto avere al via anche altri atleti se alcune concomitanze in calendario, frutto di scelte che difficilmente risultano condivisibili, fossero state evitate.

CLASSIFICHE COMPLETE

(Sandro Bongiorno)


fonte: solobike.it



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