Ricardo Marinheiro è il primo portoghese a vincere una medaglia ai Mondiali di mountain bike. A Canberra è stato battuto solo da Kerschbaumer e ora arriva in Italia, al team TX Active-Bianchi, per cercare la rivincita. Nuova categoria, nuova avventura, per un ragazzo che sembra avere le doti per diventare un grande. All'indomani dall'annuncio del suo ingaggio nel team italiano, lo abbiamo raggiunto per conoscerlo meglio e per capire chi è questo nuovo talento. Solobike.it: Ciao Ricardo, come stai? Felice di poter correre per il team Bianchi?
Ricardo Marinheiro: Correre per Bianchi era un sogno che avevo da quando ero tredicenne, quando ho visto Absalon vincere l'Olimpiade di Atene. Ho cominciato a seguire la carriera di questo atleta, nei video, nelle interviste, nei libri ed ho capito che gran parte del segreto del suo successo stava in un grande gruppo di persone che sanno molto di MTB e di XC, e riesce a creare un'atmosfera incredibile al suo interno e che permette ad un atleta di dare il meglio di se stesso. Posso quindi dire che quando nella tappa di World Cup di Champery mio padre stava trattando con il team Bianchi, quando Ghirotto mi ha chiesto se volevo correre con loro, ho accettato subito, senza consultare mio padre, che è anche il mio allenatore e procuratore. Sia per lui che per me questa è la miglior squadra del mondo in cui poter crescere. Sono l'uomo più felice del mondo in questo momento e non vedo l'ora di poter indossare in gara la divisa TX Active-Bianchi e di poter 'cavalcare' la Methanol, una bici che ha tutto quello che mi piace: leggera ed una vera macchina da guerra.
Solobike.it: Come siete arrivati alla firma del contratto?
R.M.: Massimo Ghirotto mi ha invitato nello stand del team Bianchi a Champery. Dopo sono stati risolti i dettagli minori e a Schladming ci siamo stretti la mano, chiudendo un accordo che sarà buono per me e per il mio miglioramento. E io darò il meglio di me per ripagare Bianchi della loro scelta.
Solobike.it: La Bianchi era due anni che ti seguiva. Quando ci sono stati i primi contatti?
R.M.: Forse mi tenevano già sotto controllo dal 2008, ma il primo contatto è avvenuto a Champery. Il giorno della gara ho parlato per la prima volta con Ghirotto e il giorno successivvo abbiamo approfondito il discorso. Per me però non c'era altra scelta. La Bianchi era ciò che volevo.
Solobike.it: Presentati ai nostri lettori. Che tipo di atleta è Ricardo Marinheiro?
R.M.: Sono un atleta che innanzitutto ama questo sport e soprattutto l'XCO. Le mie migliori caratteristiche, le mie armi principali, sono le mie doti fisiche e le mie capacità tecniche. La mia verà arma è però la mia mente: riesco a non darmi per vinto e a non perdere la concentrazione, in allenamento ed in gara. Quest'anno, a fine maggio, mi sono rotto la clavicola in allenamento. Tre giorni dopo essere stato operato pedalavo già sulla cyclette o sui rulli e cinque giorni dopo avevo già ripreso gli allenamenti per gli Europei, anche se il selezionatore portoghese non ha creduto nelle possibilità del mio recupero, perdendo una medaglia sicura. Ho vinto il titolo nazionale con 6 minuti sul secondo e 15 giorni dopo ho vinto una tappa della Coppa del Portogallo precedendo anche Elite ed Under 23.
Solobike.it: Il Portogallo non ha mai avuto, che mi ricordi, altri atleti importanti a livello internazionale nella MTB. L'unico portoghese che ricordo, ma su strada, è quel Paulinho, battuto da Bettini alle Olimpiadi di Atene. Quali sono stati i tuoi esempi nei primi anni di carriera?
R.M.: Dici bene. Su strada abbiamo atleti forti, come Joaquim Agostinho, lo stesso Paulinho o ancora Rui Costa ed altri. Per la MTB non ci sono mai stati atleti di livello internazionale e quindi nessuno da cui prendere esempio. I miei esempi sono stati atleti internazionali come Absalon, Martinez, Hermida, Leuchs ed ultimamente i fratelli Fluckiger, Thomas Lietscher e Marco Aurelio Fontana. In Spagna ho seguito con attenzione la crescita di Sergio Mantecon, che molto bene ha fatto nel 2009.
Solobike.it: Qual è il livello della MTB in Portogallo?
R.M.: Abbastanza basso. Gli atleti portoghesi non considerano questo sport come uno sport olimpico, non lavorano con serietà, la tenacità e la passione che questo sport esigente richiede. Non sono capaci di fare sacrifici che servono per avvicinarsi al livello dei migliori del mondo. Da 3 anni, con l'aiuto di mio padre, ho cominciato a correre e vincere in Spagna, in Svizzera e questo è servito per farmi avere visibilità e farmi conoscere a livello internazionale. Grazie ai miei risultati, sia in Portogallo, dove ho vinto 2 coppe di Portogallo e 3 titoli di campione nazionale, sia in Svizzera, con diversi piazzamenti nella Top10 nella SwissPowerCup, ma anche in Spagna, con diverse vittorie nella Copa Espana, i giovani capiscono a cosa sono serviti tanti sforzi e tanti sacrifici. Probabilmente nei prossimi anni ci saranno altri atleti portoghesi di buon livello, anche se servirebbe maggiore esperienza anche per quanto riguarda i team e i tecnici, perchè anche la preparazione fisica ed atletica hanno un'importanza fondamentale. Un altro problema sono i circuiti che in Portogallo sono troppo facili e senza tecnica e non aiutano nella crescita degli atleti. Per fortuna ho potuto correre parecchio all'estero e questo mi ha consentito di migliorare molto a livello tecnico.
Solobike.it: Come sta lavorando la Federazione Portoghese? Sta dando una mano a voi giovani per cercare di sfondare nella MTB?
R.M.: Quest'anno, con l'arrivo di Delmino Pereira, come vice-presidente della Federazione, che ha anche la direzione del settore MTB, i miglioramenti sono stati forti e rapidi, con grande attenzione delle selezioni nazionali alle gare internazionali. Delmino è stato un grande corridore su strada e sa come bisogna fare le cose per avere successo. L'unico problema è la scarsa conoscenza della disciplina e la scarsa familiarità con le persone che lavorano nel mondo della MTB. Per quanto mi riguarda Delmino è stato fondamentale, perchè dopo la non convocazione agli Europei, ha fortemente voluto la mia presenza a Canberra e si impegnato molto per darmi questa possibilità. Ha sempre accompagnato il team nazionale alle gare ed ha potuto imparare molto della MTB, cosa utile per me e per gli altri atleti portoghesi, specialmente i più giovani. Non c'è dubbio che Delmino Pereira ha avuto un ruolo fondamentale nella conquista del mio argento ai Mondiali.
Solobike.it: Con Bianchi avrai possibilità di crescere. Hai già idea di quali saranno le prime cose da fare per la stagione 2010?
R.M.: Il mio grande obiettivo e quello di Bianchi è di essere presente ai Giochi Olimpici di Londra del 2012 ed avere la miglior classifica possibile, per poter lottare per una medaglia. Farò tutta la Coppa del Mondo e gli Internazionali d'Italia per esperienza. Farò qualche gara C1, anche in gare meno importanti, per cercare di conquistare punti UCI per migliorare la classifica del Portogallo per la qualificazione alle Olimpiadi.
Solobike.it: Quali saranno i tuoi impegni nel 2010?
R.M.: Il primo obiettivo è classificarsi nella Top60 della 1^ tappa della World Cup in Inghilterra, per avere un buon numero di partenza alle prove successive. Alla prima gara partirò con il numero 200, per via del ranking UCI, arrivando dalla categoria Junior. L'obiettivo principale sono i Campionati del Mondo 2010 di Mont Sainte Anne (Canada), che avrà un percorso molto tecnico e con molte salite, ossia proprio come piace a me. Con il mio allenatore, mio padre, cercheremo il picco di forma per quel periodo, alla ricerca di una medaglia al 1° anno tra gli Under 23.
Solobike.it: Passerai tra gli Under 23? Preoccupato?
R.M.: Non sono preoccupato. Abbiamo buone indicazioni che possiamo fare tempi molto simili ai migliori. L'aumento del tempo di gara non mi preoccupa, perchè sono 3 anni che faccio gare su strada, che durano anche 2 o 3 ore. Anche sotto l'aspetto fisico sto crescendo, costantemente. L'unico problema sarà la posizione di partenza, ma anche questo non mi preoccupa, perchè comunque darò sempre il massimo in ogni gara che farò.
Solobike.it: Hai già programmato il tuo arrivo in Italia?
R.M.: Credo che a fine mese sarò in Italia con il mio nuovo team TX Active-Bianchi.
Solobike.it: Cosa conosci dell'Italia e della MTB italiana?
R.M.: Dell'Italia conosco soprattutto la pasta e la pizza favolosa, anche se la mia favorita è la pasta alla bolognese. Mi piacerebbe visitare Venezia. Della MTB italiana conosco qualche atleta come Marco Aurelio Fontana, Marco Bui e il mio grande rivale Gerard Kerschbaumer. Il livello è molto alto e i team sono forti, ma su tutti c'è il team Bianchi.
Solobike.it: Hai un sogno nel cassetto?
R.M.: Si, la maglia iridata. Quest'anno ci sono andato vicino, ma ci proverò ancora. Sarà il mio principale obiettivo per i prossimi 3 anni.
Solobike.it: Kerschbaumer è davvero imbattibile come sembra?
R.M.: E' un grande atleta, con grande forza, resistenza e tecnica. Uno dei più forti che ho mai visto. Credo che a Schladming avrei potuto batterlo, ma ho fatto un errore di alimentazione e non sono stato bene. Sono comunque convinto e motivato a lavorare per cercare di batterlo.
Solobike.it: Ti salutiamo e speriamo di poterti vedere presto sui campi di gara. Un grande in bocca al lupo per la tua nuova avventura.
R.M.: Grazie. Spero che possa farvi divertire e che vi piaccia il mio modo di guidare la mia nuova Bianchi Methanol.
(Max Alloi)
(ph. Max Bertello / solobike.it)
fonte: solobike.it
Pubblicata il: 18-11-2009