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Downhill di Pragelato: a Beggin la vittoria e la dedica più importante
Questa volta l’amico Gianni avrà visto l’ennesima vittoria del figlio Alan da un’angolazione diversa, e sono sicuro che avrà gioito come sempre con l’orgoglio che solo un padre può provare.

Quando Alan pochi giorni fa mi disse che sarebbe comunque venuto a Pragelato a gareggiare, mi spiegò che queste furono le ultime parole che suo papà gli disse prima di lasciarci, e la sua voce tremante nel dirmi questo mi ha fatto pensare che avrebbe dato il 200% per portare a casa questa vittoria e dedicarla a chi purtroppo ci ha lasciato troppo presto, lasciando un vuoto in tutto l’ambiente. Ed è stato di parola. Ed ecco che quindi il campione di sempre si è presentato regolarmente al cancelletto di partenza con il lutto al braccio e la solita voglia di vincere.



Alan Beggin

Mentre salivo a Pragelato, la memoria è andata indietro di qualche mese, e se non fosse stato per i cartelli che mi indicavano le varie località della Val Chisone, avrei pensato di essere ancora a Fort William: nebbia, pioggerellina inglese e freddo non facevano presagire che sarebbe stata una giornata semplice.

Fortunatamente il tempo ha retto abbastanza fino alla fine della prima manche, dopodichè la pioggia ampiamente prevista ha fatto il suo inesorabile arrivo e ha tenuto compagnia alla carovana della DH per tutto il tempo, senza tregua.
Malgrado le numerose cadute dovute ad un fondo “tipo pongo” non ci sono stati incidenti gravi e solo una caduta durante la prima manche ha fatto accumulare un piccolo ritardo sulla tabella di marcia. Ben più lunga è stata invece l’elaborazione dei risultati della prima manche da parte dei cronometristi che a causa di un disguido tecnico hanno dovuto recuperare i tempi delle prime 15 teste di serie e questo ha comportato uno slittamento della seconda manche. Purtroppo gli stessi problemi si sono verificati anche al termine della seconda manche e la determinazione del vincitore è stata alquanto laboriosa e la premiazione è slittata di parecchio comportando la partenza anche di qualche premiato.

L’organizzazione ha lavorato duramente per mantenere il tracciato (immutato rispetto alla scorsa edizione) percorribile malgrado l’acqua venuta giù nei giorni precedenti e a parte i suddetti problemi dovuti al cronometraggio non ci sono stati inconvenienti, questo però non li ha esentati dalla critica di parecchi amatori che non condividevano il rapporto tra la quota di iscrizione (40,00 €) e il contenuto del pacco gara.

Buono lo speakeraggio di Romano Favoino, patron del team Ironhorse Playbiker, finché un cronometrista ha deciso che non dovesse più aver parola. Da quel momento la corsa ha perso di patos, in quanto non si conoscevano più tempi nè posizioni.

Da quest’anno il regolamento per gli agonisti ha subito un sostanziale cambiamento, infatti la prima manche non ha più interesse dal punto di vista dei tempi, ma è solamente utilizzata per determinare l’ordine di partenza della seconda manche, che a questo punto diventa la “gara” vera e propria. Invariato invece il regolamento per quanto riguarda gli amatori.




Thibaut Ruffin

Dal punto di vista agonistico, malgrado le pesanti condizioni della pista pochi hanno tirato i freni e i tempi nella prima manche, partiti con tempi intorno agli 8 minuti (da XC – Favoino dixit) man mano si è arrivato fino ai 4,34 di Davide Sottocorona per gli amatori e poco più di 4 per Nathan Rankin negli agonisti. Nella seconda manche il terreno diventato ancor più pesante per via della pioggia non ha permesso alcun miglioramento dei tempi che si sono dilatati in tutte le categorie. Questo ha determinato che non vi è stato, tra la prima e la seconda manche, alcun cambiamento nella classifica degli amatori che ha visto la vittoria di Davide Sottocorona su Paolo Alleva e Andrea Bugnone. Da segnalare che a causa del maltempo molti amatori hanno disertato la seconda manche, comportando dei buchi nell’ordine di partenza della seconda. Sarebbe buona abitudine se chi non intendesse partire lo dichiarasse ai cronometristi di modo da evitare inutili attese per chi invece vuole onorare la gara con entrambe le partenze.

Per quanto riguarda le poche donne agoniste alla partenza (5) non ci sono state sorprese e l’ordine di arrivo della prima manche si è riproposta anche per la seconda e la vittoria è andata a Floriane Pugin su Elisa Canepa e Elisa Fantonetti:
1) Floriane Pugin – Ironhorse/Kenda/Playbiker (5,41,01)
2)Elisa Canepa – Ironhorse/Kenda/Playbiker (6,20,30)
3)Elisa Fantonetti – Ancillotti Team (6,37,38)

Nella categoria assoluta maschile invece la prima manche ha visto l’arrivo di Nathan Rankin su Alan Beggin e Lorenzo Sudding. Nella gara vera e propria Alan ha dato tutto e si è imposto su Thibaut Ruffin, che ha recuperato dalla quinta posizione, e Lorenzo Sudding:
1) Alan Beggin – Mapei Merida (4,25,53)
2) Thibaut Ruffin – Ironhorse/Riding Addiction (4,31,07)
3) Lorenzo Suding – Ironhorse/Kenda/Playbiker (4,33,81)




Lorenzo Suding


Hanno detto:

Florian Pugin: sono felice; mi piace molto questo tracciato. Ho avuto una piccola caduta che fortunatamente non mi ha fatto perdere troppo tempo. Sono molto felice di questa vittoria.

Elisa Canepa: gara bella. Ho preferito il fondo della seconda manche, la prima parte del percorso era buono e il fango non sembrava più colla. Sono caduta in un pezzo veloce scivolando per qualche metro, ma sono riuscita a ripartire abbastanza in fretta e ho recuperato.

Elisa Fantonetti: gara molto bella, percorso molto tecnico, e malgrado il fango mi sono divertita. Sono molto soddisfatta e malgrado un bel cappottone sono riuscita a fare una bella prestazione. Complimenti all’organizzazione per come sono riusciti a mantenere il percorso malgrado tutta l’acqua che è caduta.

Alan Beggin: la motivazione di oggi era una sola: il mio babbo mi ha detto di venire a correre qui e che avrei potuto vincere, e io ho cercato di accontentare questo suo desiderio. La pista mi piace, nel fango mi diverto, e oggi non ero da solo a guidare la mia bici.

Thibaut Ruffin: malgrado l’umidità il tracciato era buono e mi sono divertito. Ho recuperato nella seconda manche. Non amo molto il fango, ma sono andato bene. Certo qualche errore l’ho fatto come tutti, ma fortunatamente non sono caduto e questo mi ha permesso di guadagnare secondi preziosi.

Lorenzo Sudding: gara molto difficile, terreno insidioso. Ho corso dei rischi, sono caduto una volta ma fortunatamente la bici mi è rimasta tra le mani così sono riuscito a partire senza perdere troppo tempo. Mi sono divertito malgrado il fango e sono felice della mia prestazione.

Da segnalare che gli organizzatori hanno deciso di dedicare questo percorso alla memoria di Gianni Beggin: un amico che al circus della DH ha dato molto e che ha sempre avuto una buona parola e un sorriso per tutti… ciao Gianni ci vedremo su tutte le piste…

FOTO GALLERY
CLASSIFICHE COMPLETE

(Testo e foto Max Bertello/Solobike.it)



fonte: solobike.it
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