Una gara al cardiopalma nella 4 componenti ha tenuto col fiato sospeso le centinaia di spettatori accorsi a Barbarano Vicentino per le fasi finali.L'australiano supera i 400 km, la veneta si scopre 'solitaria', mentre S.Marinella – Tonica Sport vince la classifica assoluta
Non poteva che concludersi così: una grande manifestazione, una grande festa, un grande protagonista: l'australiano Morgan Pilley che ha conquistato la 24H della Serenissima macinando ben 414 km su di un tracciato che dire 'tosto' vuol dire veramente poco. Un grande protagonista come pure le società, che come nel caso della gara a '4', che ha visto la Valtramigna e il New Team duellare fino agli ultimissimi giri, quando il New Team, ormai in testa con oltre 2 minuti di vantaggio,si è visto sfumare la vittoria sul finale, causa rottura della catena di uno dei suoi componenti.
La 24H della Serenissima è un classico esempio e dimostrazione di come l'idea di coinvolgere le realtà locali in toto porti ad ottenere grandi risultati, sia a livello organizzativo che di spettacolo, portando così centinaia di spettatori sul rettifilo d'arrivo ad applaudire i paladini 'serenissimi'.

Una 24H che è stata inserita in un contesto 'magico', quello di Barbarano Vicentino e dei Colli Berici, che hanno fatto da cornice a questa magnifica manifestazione che lascerà sicuramente il segno da queste parti, organizzata magistralmente da Stefano Prodomini e dal suo Adventure&Bike, con centinaia di volontari che si sono alternati nei vari settori.
La 24 ore della Serenissima era anche valida come prova della 24 Cup, circuito nazionale endurance, che raggruppa alcune tra le più quotate 24H italiane.
'Adotta un solitario', questo lo slogan che l'Adventure&Bike ha utilizzato in paese, dove i residenti hanno ospitato nei loro giardini di casa i solitari, 'coccolandoli' letteralmente fino alla fine.
Addirittura una casetta in legno su un albero, è stata costruita per il solitario australiano ritornato in Italia per ipotecare questa manifestazione.

IL PERCORSO
Il percorso si snodava sulla collinetta retrostante a Barbarano, con passaggi veramente belli e scorci mozzafiato. Un percorso tecnico, veramente divertente e ben presidiato. Non mancavano i tratti e le discese tecnici, con curve secche e dove bisognava guidare la bicicletta.
Il fondo era perfetto e non era difficile 'mollare' letteralmente i freni. Una vera chicca per i bikers.
I vigneti e gli ulivi hanno fatto da contorno, ma anche le valli e gli scenari dei Colli Berici, sono stati protagonisti fino in fondo.
La temperatura era perfetta: certamente il sole l'ha fatta da padrona, ma anche l'aria fresca, hanno contribuito ad alleviare le fatiche degli atleti.
LA GARA
Al via si presentavano cinquantasette solitari maschili, dieci femminili, dodici team da 4, quindici team da 8 e sei team da 12.
Alle ore 13 di sabato era dato lo start alla gara. I team da 8 e da 12 aggredivano subito il tracciato, inanellando un veloce susseguirsi di cambi regolari. I solitari, al contrario, impostavano la loro gara sul passo, stando attenti a non farsi trascinare da chi aveva ritmi ben più alti. Tra i solitari maschili l'australiano Morgan Pilley (New Limits) faceva capire subito le intenzioni. Il suo ritmo, veloce e costante, non lasciava speranze ai suoi avversari. Al termine della prova aveva effettuato ben 61 giri, per un totale di 414,8 Km. Alle sue spalle Davide Arici (ASD Polisportiva Nuvolera), 55 giri per 374 km, al trzo posto Valter Di Cesare (Scott NW Sport) con 51giri e 346,8 km.

La Gara femminile ha visto imporsi Giuliana Massarotto (Pedali di Marca Team Performance) che è riuscita a inanellare ben 49 giri per 333,2 km. Seconda Astrid De Rosa (Kulamula-Lapierre Woman) con 45 giri e 306 km, terza Ilaria Balzarotti (MTB S. Marinella-Tonica Sport) con 43 giri e 292,4 km.
Nei team da 4 si è vista la battaglia serrata tra Pedalo Club Valtramigna e New Bike, che fin dalle prime tornate si sono marcate a vista alternandosi al comando. A poco più di un'ora dal termine il colpo di scena. La New Team sferrava un attacco che pareva risolutivo e portava il suo vantaggio oltre i tre minuti, ma proprio nel giro del suo capitano, Giuseppe Sorrentino, che tentava di consolidare il vantaggio, avveniva l'imprevisto che avrebbe deciso la gara. A tre km dal traguardo rompeva la catena ed era costretto a terminare il suo giro di corsa, accumulando un ritardo di circa cinque minuti, incolmabile a questo punto della gara. Entrambi i team completavano la gara con 72 giri e 489,6 km, distanziati di 7 minuti. Al terzo posto, con 70 giri e 476 km, si piazzava il Team Nave Bike 24H.
La gara dei team da 8 dava per favoriti due squadre. Geopietra Zaina e MTB Marinella Tonica Sport. I pronostici erano rispettati e ,dopo qualche giro a breve distanza, era Il S. Marinalla a prendere il sopravvento. Giro dopo giro incrementava il vantaggio fino ad avere un margine di sicurezza che gli permetteva di gestire la gara. 86 giri e 584,8 km il risultato dei vincitori. Geopietra Zaina terminava con 83 giri e 564,4. Il Team KM Sport completava il podio con 78 giri e 530,4 km.L'ASD New Line-Revolution dominava va gara dei team da 12 con ben 83 giri e 564,4 km, precedendo i Cicli Fortuna, 78 giri e 530,4 km, e il Team Orange per Emma, 76 giri e 516,8 km

COMCLUSIONI
La 24H della Serenissima ha dimostrato di avere le carte in regola per diventare una grande manifestazione. La potenzialità di Adventure&Bike è molto alta, basta perfezionare alcuni dettagli e il gioco sarà fatto.
Dai ristori, al percorso alla logistica, tutto perfetto.
Peccato il servizio pasta party, piuttosto disorganizzato e impreparato all'evento, ma non per colpa di Adventure, ma dell'associazione che lo gestiva, cosa presa in considerazione dagli organizzatori, che il prossimo anno prenderanno provvedimenti.
Dettaglio certamente importante, ma che non va a nascondere la bontà organizzativa della 24H della Serenissima, divenuta ormai punto di riferimento per le squadre endurance italiane.
Tutte le classifiche su www.tds-live.com
(Aldo Zanardi – Gianluca Barbieri)
(Foto: Gianluca Barbieri e Aldo Zanardi)
Fonte: Solobike.it
Pubblicata il: 04-07-2011