Montefiascone, in provincia di Viterbo, ospita il prossimo 1° agosto la 5° ed ultima prova del circuito della Maremma Tosco Laziale.
Il percorso è di 55 km. con un dislivello di 1.300 m. E' inoltre previsto un tracciato escursionistico di 35 km. con 900 m. di dislivello.
Nel suo tracciato la 'GRANFONDO DELL'EST!EST!!EST!!!' transita sul territorio dei comuni di Bolsena e Bagnoregio, ai quali oltre il sentito ringraziamento per l'autorizzazione al passaggio, vengono dedicate le seguenti note:
Comune di Bagnoregio
Il nome Bagnoregio deriva dal latino Balneum Regis (il bagno del Re) e fa riferimento ad un'antica tradizione che vorrebbe la città costruita nei pressi di una zona termale rinomata per le capacità curative delle sue acque in grado di alleviare le ferite e le piaghe di un re che vi si era immerso. L'appellativo di Bagnoregio, trasformatosi nei secoli in quello di Bagnorea, venne ripreso con un decreto del 1922 ed il borgo di Civita divenne una frazione del Comune. Il monumento ai caduti della Battaglia di Bagnorea (1867) tra le milizie pontificie ed i volontari di Garibaldi accoglie il visitatore nel Parco della Rimembranza.
La Porta Albana (1586-1589) di Ippolito Scalza era inserita in un tratto di mura merlate che vennero demolite nel 1922. Sulla destra è il Tempietto di San Bonaventura.
Proseguendo lungo la principale Via Roma si arriva a piazza Cavour con il Palazzo Vescovile e la Cattedrale con la Torre Campanaria. All'interno della chiesa è conservata la preziosa reliquia del Santo Braccio, realizzata con l'oro e l'argento donato dagli stessi cittadini di Bagnoregio nel 1490 che conserva al suo interno il braccio destro di San Bonaventura. Continuando lungo il Corso Mazzini si giunge quindi al Palazzo Comunale che venne qui trasferito da Civita dopo il terremoto del 1695 e precedentemente adibito a Palazzo di Giustizia. Il palazzo si affaccia sulla Piazza Sant'Agostino con il monumento a San Bonaventura, opera di Cesare Aureli del 1896, e la Chiesa dell'Annunziata, il cui interno, in stile romanico-gotico, conserva affreschi frammentari ma di buona fattura del '300 e del '400.
Il campanile a torre risale al 1735. Il convento agostiniano annesso alla chiesa venne eretto nel XIII secolo ma oggi si presenta al visitatore nella forma cinquencentesca (1528) della ricostruzione di Michele Sanmicheli. Al centro del chiostro è situato un elegante pozzo realizzato nel 1604 da Ippolito Scalza.
Civita
Civita sorge su di un terreno particolarmente instabile, uno sperone di roccia a 443 metri s.l.m. formatosi a seguito di ripetute eruzioni vulcaniche in cui la lava solidificata poggia sopra una base di argilla e sabbia.
Le origini di Civita risalgono al periodo etrusco sebbene ritrovamenti archeologici permetterebbero una datazione tra il IX e il VII secolo avanti Cristo. Gli Etruschi cercarono di canalizzare le acque piovane e dei due torrenti ma, causa la caduta dell'Impero Romano, la mancanza di manutenzione provocò l'infiltrarsi in profondità delle acque nel terreno a cui seguì anche il disboscamento della zona circostante per motivi agricoli. I primi documenti dello statuto comunale (1373) riportano i provvedimenti a tutela di Civita ma i numerosi crolli che seguirono furono inevitabili. L'11 giugno 1695, un disastroso terremoto provocò decine di vittime e la distruzione del ponte. Nel 1819, tutti gli abitanti di Civita furono trasferiti nella frazione di Bagnoregio. Il Progetto Civita, nato nel 1988, prevede opere di ingegneria a salvaguardia della zona.
Il primitivo ponte per raggiungere Civita fu costruito nel 1923 ed in seguito fatto saltare dalle truppe tedesche in ritirata nel 1944 e sostituito con delle passerelle in legno. L'attuale ponte in cemento armato venne inaugurato il 12 settembre 1965. Civita diede i natali a una delle più importanti figure della cristianità: San Bonaventura(1217-1274), generale dell'Ordine Francescano, cardinale e docente presso l'Università di Parigi. La casa natale di San Bonaventura a Civita non è sopravvissuta alle frane e ai terremoti. Bonaventura, il cui vero nome era Giovanni Fidanza, era il figlio di un medico e di una donna devota all'insegnamento di San Francesco d'Assisi che era stato nella città fra il 1219 e il 1222 lasciandovi una comunità religiosa. In fin di vita a causa di una grave malattia, Giovanni guarì prodigiosamente per intercessione del Santo al quale la madre si era affidata nelle sue preghiere. Giovanni entrò nell'ordine francescano poco più che ventenne. Terminati i propri studi a Bagnoregio, Bonaventura si recò alla Sorbona di Parigi dove Tommaso d'Aquino divenne suo mentore ed amico e nel 1257 venne scelto per rivestire la carica di Ministro Generale dell'Ordine Francescano proprio nel periodo in cui questo era minacciato da una profonda crisi interna. È celebre il suo coinvolgimento nel conclave tenutosi a Viterbo tra il 1268 e il 1271. Bonaventura avrebbe sottolineato in una scherzosa frase la necessità di scoprire il palazzo per far entrare lo Spirito Santo ed illuminare il Sacro Collegio; i Viterbesi, che avevano preso alla lettera le sue parole, segregarono i cardinali e scoperchiarono effettivamente il tetto lasciando tutti alle intemperie. Il conclave finì quindi con l'elezione di Gregorio X.
Natio di Bagnoregio è ancora Francesco Monaldeschi che come vescovo di Orvieto e successivamente di Firenze promosse la costruzione del Duomo di Orvieto e di Santa Maria del Fiore a Firenze. Ricordiamo in ultimo Bonventura Tecchi, nato a Bagnoregio nel 1896, celebre scrittore e docente universitario.
Per maggiori informazioni vedi: www.comune.bagnoregio.vt.it
Comune di Bolsena
La città che da nome all'omonimo lago si trova a nord di Viterbo, a pochi km dal confine umbro e consta di un borgo antico, arroccato su di un colle ad un'altitudine di 350 m, e di una parte più moderna in pianura. La campagna è formata per lo più da uliveti e vigneti. E' conosciuta per il miracolo del Corpus Domini, legato al prodigio eucaristico avvenuto nel 1263, quando un prete boemo, Pietro di Praga,mentre celebrava la messa presso la tomba di Santa Cristina, vide sgorgare gocce di sangue da un'ostia consacrata. Il prete, dubbioso sul dogma della transustazione si dovette ricredere e tale miracolo fu il motivo per cui, papa Urbano IV nel 1264 istituì la festa del Corpus Domini. La santa, patrona con San Giorgio dell'abitato, nel 292, agli albori del cristianesimo, venne gettata nel lago, per essere uccisa con una pietra legata al collo, per volere del padre. La stessa pietra, miracolosamente, iniziò a galleggiare e riportò la giovane sana e salva sulle sponde del lago. E fu proprio su questa pietra, segnata con l'impronta dei piedi della santa, che avvenne appunto il miracolo del 1263. Ancora oggi a testimonianza di ciò si svolge la tradizionale processione e si possono ammirare gli affreschi di Raffaello,rappresentanti l'evento, nella stanza di Elidoro nei Palazzi Vaticani, nonchè lo splendido Duomo di Orvieto costruito proprio a seguito di tale miracolo. La felice posizione di Bolsena, sulle colline digradanti dei monti Volsini, ha favorito da sempre gli insediamenti umani, come documentano le tracce di primitive abitazioni palafitticole rinvenute nei fondali del lago. La sua notorietà turistica è anche dovuta alla statale Cassia e al fatto di aver costituito per secoli una statio strategica lungo il cammino dei pellegrini diretti a Roma. La sua antenata Velzna -l'ultima delle dodici città della confederazione etrusca a cedere a Roma (265 a.C.)-,sorgeva, secondo alcuni, sulla rupe della vicina Orvieto, una trentina di km a nord-ovest, per altri invece, il pagus si trovava nei pressi dell'attuale centro abitato. Nell'età romana la città prese il nome di Volsinii e venne eletta a municipio. Conservò il suo prestigio anche nei primi anni del cristianesimo, come documentato dalle vaste Catacombe di Santa Cristina, la martire a cui oggi è dedicata la Collegiata. Conquistata e spoliata di molte sue ricchezze da parte dei Goti e dei Longobardi, venne infine a far parte del dominio della Chiesa, che molto dovette lottare per evitarne la conquista degli orvietani. Le memorie medioevali sono affidate al castello Monaldeschi della Cervara che sovrasta il centro storico. La Bolsena balneare, sulle rive del lago, si avvale di confortevoli attrezzature ricettive. Il lago In ordine di grandezza, il lago di Bolsena, l'antico 'Lacus volsiniensis',cratere dei monti Volsini con superficie di 114 kmq, un perimetro di 63 km e una profondità media di 146 m,(in alcuni punti anche di 900 m), è il quinto d'Italia ed il più grande in Europa fra quelli di origine vulcanica.Vi si affacciano, oltre a Bolsena, Marta e Capodimonte. Noto per la sua pescosità, oltre che per la bellezza paesaggistica, ancora oggi vi si pescano le anguille (già citate da Dante), coregoni, carpe e tinche. Dalle acque emergono due isole, probabilmente resti di crateri vulcanici secondari: la Bisentina e la Martana. La prima di 17 ettari di superficie, accoglie un habitat di raro interesse naturalistico in cui i inseriscono elementi artistici, talvolta raffinati: edicole cinquecentesche del periodo farnesiano, nonchè il palazzo Farnese (poi convento francescano ed oggi trasformato in foresteria) e la chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo tutti progettati da Antonio da Sangallo il Giovane, o ancora, nel 1450, le cinque cappelle di cui alcune, affrescate da allievi di Benozzo Gozzoli. La chiesa è coronata da una cupola rotonda su base ottagonale del Vignola, custodisce le spoglie di Ranuccio Farnese, morto nel 1449. L'isola, di proprietà privata, è visitabile nei periodi estivi grazie a battelli e motoscafi in partenza dai porticcioli di Bolsena e Capodimonte. La Martana, di 10 ha, anch'essa privata, è ricordata per la tragica fine di Amalasunta, regina degli Ostrogoti, figlia di Teodorico, che secondo la leggenda, venne fatta uccidere ,nel 584, in questo luogo (strangolata e gettata nel lago) dal marito Teodato. Vi si trovano resti di un castello medioevale e della chiesa di S.Stefano del IX sec.
Per ulteriori informazioni vedi: www.comunebolsena.it
Pubblicata il: 01-07-2010