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Ciclocross 
Giù il sipario sui mondiali di Tabor, l’Italia ne esce a testa alta
E' vero, gli azzurri in Repubblica Ceca non hanno conquistato medaglie. Ma sono stati combattivi, tenaci, hanno dato il massimo confermandosi tra i più forti al mondo.

La neve ha aggiunto un spettacolo a Tabor, facendo risaltare il variopinto popolo del ciclocross, potendo così archiviare un altro mondiale emozionante. A cominciare dal tracciato, molto bello, che si snodava su una collinetta proprio di fianco al fiume Luznice, completamente ghiacciato. Un percorso lungo, duro, tecnico e multiforme di gara in gara, a seconda dalle condizioni meteo e dell'orario. Stonavano un po' quegli alti palazzi sullo sfondo, con la tipica architettura delle zone di periferia, ma l'area si è dimostrata molto accogliente dal punto di vista logistico.

Il pubblico di conseguenza ha risposto bene, con la grande maggioranza di cechi a seguire i loro beniamini come Tomas Paprstka, Katherina Nash o Zdenek Stybar. Poi gli onnipresenti belgi, gli olandesi, i polacchi e, non ultimi, gli italiani. Una rassegna di immagini di 'contorno' potete trovarla nella fotogallery odierna. Con la premessa che in Repubblica Ceca una birra media costa meno di un Euro, e che con 5 Euro è tranquillamente possibile cenare, il costo del biglietto di ingresso di 16 Euro per la giornata di domenica (6 Euro il sabato, 20 Euro entrambi i giorni) non appare neanche tanto economico.

Le gare hanno riservato tutte grande spettacolo, soprattutto perché indecise per la vittoria o per i piazzamenti di rincalzo, celebrando però le gesta di chi ha attraversato la linea del traguardo con le braccia al cielo. La vittoria di Paprstka tra gli Junior, ad esempio, dove il piazzamento del nostro miglior azzurro è stato il 25° posto di Fabio Alfonso Todaro. Gli azzurrini sono apparsi sì in ottima condizione di forma, ma un po' carenti tecnicamente rispetto ai primissimi di categoria. Ma con gli anni ci sarà certamente spazio per migliorare.

Discorso un po' diverso per gli Under23, che si sono dovuti misurare con corridori già in grado di dire la loro nelle gare con gli Elite. Il decimo ed undicesimo posto di Elia Silvestri e Matteo Trentin fanno ben sperare, considerando inoltre che Cristian Cominelli è stato autore di una grande rimonta dopo la caduta, che gli ha fatto raggiungere la ventiduesima posizione ripartendo dall'ultimo posto. Interessante l'avvicendamento al vertice, con i due fratelli Szczepaniak che hanno stupito tutti, così come il quarto posto di Tom Meeusen, dopo aver dominato con facilità la stagione corrente.

Superlativa la prova di Eva Lechner: costretta a risalire posizioni con grande difficoltà, nel finale di gara è apparsa quasi in grado di agguantare il podio. La sua gara si conclude al quinto posto, da applauso, dietro a delle specialiste indiscusse del ciclocross. Eva Lechner, infatti, ha partecipato a pochissime gare di ciclocross, sia durante questa stagione che nel complesso della sua carriera, cosa che le dà ancora grandi margini di miglioramento. Non teme confronti nei tratti in cui guidare la bici, ma nei punti più prettamente ciclocrossistici, come salire e scendere di biclicletta nei tratti a piedi, paga ancora dazio rispetto alle avversarie. Marianne Vos si è invece dimostrata ancora una volta la più forte, e può mettere nell'armadio un'altra maglia iridata. Armadio che comincia ad essere un po' pieno, aggiungendo le vittorie mondiali su strada e su pista, mentre le top bikers della mountain bike ringraziano che per ora non abbia in mente di cimentarsi anche con le ruote grasse.

E per finire la gara Elite, davanti al pubblico gasatissimo e caldissimo. Zdenek Stybar ha messo tutti in riga, così come aveva già fatto diverse volte durante la stagione ma si sa, il mondiale è una gara unica, in cui tutto può succedere. E' stato impressionante vedere come il ceco affrontasse le scalinate o i tratti a piedi. I video che si trovano in rete non rendono giustizia al suo ritmo infernale visto dal vivo, e forse è proprio in quei tratti che ha fatto la maggiore differenza. A parte Enrico Franzoi, sofferente per problemi fisici, gli italiani si sono decisamente ben comportati. Marco Aurelio Fontana ha fatto uno dei suoi numeri, risalendo posizoni su posizioni e girando con ottimi tempi, trovando la concentrazione per saltare gli ostacoli in bici e chiudere a ridosso della top ten. Marco Bianco non è stato da meno, per lui un diciottesimo posto che vale oro. Poco più indietro gli altri azzurri, con Fabio Ursi e Luca Damiani.

I nostri portacolori, tutti quanti, meritano di potersi ritagliare un posto tra i grandi, e meritano grande attenzione, così come a questo punto meritano commenti tecnici all'altezza nelle telecronache italiane in televisione.

Un lungo serpentone di gente lascia quindi Tabor, per disperdersi in tutta Europa e non solo, pronto a ripresentarsi tra un anno in Germania, a St. Wendel. I rappresentanti delle diverse tifoserie, nonostante l'alcool in circolo, si scambiano i reciproci complimenti e si festeggia tutti assieme. Anche questo è ciclocross.

FOTOGALLERY

(Andrea Berlusconi)
(ph. Andrea Berlusconi / solobike.it)




fonte: solobike.it
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