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Interviste 
Due chiacchiere con Cristian Cominelli, il futuro del fuoristrada italiano
Cristian Cominelli è senza ombra di dubbio l'uomo sul quale il 'settore fuori strada' del  ciclismo italiano punta di più per il futuro.
Cristian è il chiaro esempio di come i risultati e le prestazioni che un atleta riesce ad ottenere, non sono frutto del caso, ma di un'attenta preparazione, nonchè del raggiungimento dell'equilibrio psico - fisico giusto.
Cresciuto fin da piccolo nella polisportiva del suo paese, che prevedeva anche una squadra di mountain bike, Cristian ha potuto affinare le doti atletiche e connettive, vivendo lo sport come divertimento, prima di tutto. La strada giusta da percorrere, questa, che consegna successivamente i grandi campioni allo sport; passato da allievo alla Bianchi, vi rimane fino ai giorni nostri ottenendo risultati di altissimo livello nazionale ed internazionale.
Cristian Cominelli vive in una dimensione giusta per un atleta, condividendo la propria passione sportiva con persone a lui vicine inserite nel mondo dello sport. Dal padre insegnante di educazione fisica, alla sua ragazza che studia scienze motorie. Questi gli ingredienti giusti affinchè un vero atleta cresca con la mentalità e la serenità che serve per raggiungere una maturità sportiva tale, che gli faccia capire che le sensazioni contano più delle 'tabelle', nonchè il rispetto per lo sport e per se stessi, diventa l'obiettivo principale per la propria carriera sulle due ruote.

Sentiamo cos'ha da dirci il campione Bresciano....

Solobike.it: Ciao Cristian, grazie per averci messo a disposizione un pò del tuo tempo.
Cristian Cominelli: Ciao amici di Solobike, è un piacere per me condividere con voi questo spazio.

Solobike.it:
ti sei levato di dosso un pò di fango dell'idroscalo e un po' di neve da Tabor?
Cristian Cominelli: beh, sicuramente un pò di 'fango' me lo sono levato; questa stagione è stata un po' 'tribulata' per vari motivi. D'altro canto, già da tempo, avevo fissato con la mia squadra e il mio preparatore dei precisi obiettivi e il campionato italiano era uno di questi. Con quella vittoria penso di aver dimostrato che negli appuntamenti importanti sono competitivo e posso essere protagonista. Peccato per il mondiale...

Solobike.it:
parliamo subito di Tabor: cos'è effettivamente successo?
Cristian Cominelli: dopo una buona partenza, in una lunga curva a sinistra, per evitare un altro atleta, ho avuto una banale scivolata con conseguenze però disastrose per la bici; lontano dai box, il sogno 'mondiale' si è infranto.

Solobike.it:
con tutta sincerità: pensi che avresti potuto giocartela tranquillamente con i primi?
Cristian Cominelli: a quei livelli non è mai così facile essere protagonisti ma, avendo curato ogni minimo dettaglio e vista l'ottima condizione fisica, avrei potuto essere sicuramente davanti a lottare... come sarebbe finita quello non lo so.

Solobike.it: le partenze non sono proprio il tuo forte, ma a Tabor eri già messo bene fin dall'inizio, quale rammarico?
Cristian Cominelli: non aver potuto lottare e dare il massimo fino in fondo pur essendo da subito particolarmente concentrato e a mio agio sul tracciato.

Solobike.it: cambiamo un po' il registro, altrimenti non vorrei farti cadere in depressione... Campione Italiano per la quinta volta: allievo, Juniores, U23. Pensi di fare il 'Grande Slam' una volta passato Elite?
Cristian Cominelli: sarà molto difficile il passaggio tra gli elite ma spero, in pochi anni, dopo aver acquisito più esperienza e la maturità atletica, di poter 'infastidire' la coppia Franzoi-Fontana.

Solobike.it: quale Campionato Italiano ti è rimasto più nel cuore?


(Cristian Cominelli in azione all'Idroscalo di Milano - ph. Michele Torretta / solobike.it)

Cristian Cominelli: il primo campionato italiano non si dimentica mai (Verbania 2004) ma quello di quest'anno all'idroscalo di Milano ha un sapore particolare, ottenuto, come già detto, dopo un inverno non certamente facile: dopo una lunga stagione in mountain bike, ho osservato un lungo periodo di riposo e di conseguenza un rientro posticipato alle gare, quando tutti 'andavano come delle moto'. Avendo puntato tutto sul campionato italiano e del mondo, questa vittoria era particolarmente significativa anche in prospettiva mondiale.

Solobike.it: da calciatore, podista a biker - ciclocrossista, come mai questo cambio di rotta?
Cristian Cominelli: il calcio è stato il mio primo sport, seguivo la mia squadra del cuore alla tv e speravo un giorno di diventare come i miei calciatori preferiti.
Nel frattempo, tra un tiro e l'altro al pallone, adoravo uscire a correre con mio papà Maurizio, buon podista; cosi, quasi per gioco, ho iniziato a praticare l'atletica.
Il pallone, le scarpe chiodate ed infine anche la bicicletta, entrata nel mio cuore grazie all'Unione Sportiva Sellero Novelle che mi spronò in questo sport meno conosciuto ma non meno affascinante.
Col passare degli anni ho dovuto fare delle scelte spesso difficili per poter praticare al meglio la disciplina che più si addiceva alle mie caratteristiche, decisi così di continuare a pedalare.

Solobike.it: sei anche Campione del Mondo di staffetta in mtb: cosa porti dentro di quell'esperienza?




Cristian Cominelli: la trasferta australiana sicuramente mi ha formato molto sia come atleta che come persona; spostarsi in un altro continente, infatti, accresce le conoscenze e ti permette di entrare a contatto con un mondo 'diverso' dal tuo.
Inoltre grazie alla tanto sognata maglia iridata, ho acquisito la giusta carica per poter affrontare al meglio gli appuntamenti della prossima stagione di mountainbike.
La staffetta è una gara con un fascino unico, espressione globale del movimento nazionale, particolarmente significativa anche perchè condivisa con amici e staff a cui sono particolarmente legato da anni.

Solobike.it: come lo reputi il percorso del Mondiale Australiano?
Cristian Cominelli: quello di Canberra era un percorso molto tecnico e ricavato in un immenso bike park per permettere allo spettatore di entrare in contatto diretto con l'atleta. Il futuro del cross country andrà sicuramente in questa direzione, con l'inserimento sempre maggiore di 'percorsi cittadini', sebbene, dal mio punto di vista, non si deve rischiare di snaturare troppo questa disciplina.

Solobike.it: senti il peso della responsabilità di essere un iridato?
Cristian Cominell: il peso della responsabilità si fa di certo sentire ma è sicuramente un onore aver vestito la maglia iridata. Mi da una carica maggiore e mi sprona a dare sempre il massimo.

Solobike.it: come affronterai la nuova stagione sapendo di essere sotto i riflettori e davanti agli occhi di tutti?
Cristian Cominelli: cercherò di sfruttare il lavoro del cross per affrontare al meglio la stagione di mtb.
Il fatto di essere sotto i riflettori può essere un aiuto per cercare di raggiungere sempre la miglior condizione; è sicuramente altamente motivante anche se non devo dimenticare di rimanere con i piedi per terra perché ho ancora moltissimo da imparare.

Solobike.it: una preparazione curata assieme al tuo 'personal trainer' papà Cominelli, insegnante di educazione fisica e preparatore atletico: che rapporto hai con lui?
Cristian Cominelli: devo distinguere la figura di papà Maurizio con quella che ricopre in veste da preparatore atletico.
Come papà devo dire che trova sempre il momento per ascoltarmi, consigliarmi nelle scelte e capisce subito, con un solo sguardo, se qualcosa non va.
Maurizio 'personal trainer' invece è molto attento e scrupoloso nel pianificare insieme a me gli allenamenti; si interessa molto delle mie sensazioni e non pretende sempre il 100% se sa che in quel momento il massimo che posso dare è 80.
Credo che il suo 'sdoppiarsi' mi sia di grande aiuto e sono certo che, in qualsiasi veste si trovi, cerchi prima di tutto il mio benessere e la mia serenità.

Solobike.it: Chiara, la tua ragazza, è anch'essa studentessa e quasi laureata in scienze motorie: questo aiuta nel rapporto umano e sportivo?
Cristian Cominelli: avendo praticato in prima persona l'atletica e vivendo in un contesto particolarmente sportivo (famiglia, università e lavoro nel settore posturale), è decisamente comprensiva, affascinata e coinvolta nella mia attività da biker. Per i miei impegni a livello internazionale e in più discipline, non è certamente facile starmi sempre vicino come riesce a fare lei. Mi capisce e mi aiuta a superare anche i momenti più difficili.

Solobike.it: dopo il liceo scientifico, stai studiando economia aziendale: riesci a conciliare i due impegni?
Cristian Cominelli: non è sempre facile conciliare l'università col mio lavoro da biker; in vista degli appuntamenti più importanti sono costretto a trascurare la scuola ma tra un trasferta e l'altra cerco di impegnarmi al massimo nello studio perché ritengo sia molto importante arricchirmi culturalmente e assicurarmi un futuro.


(La sfortunata prova dei mondiali di Tabor - ph. Andrea Berlusconi / solobike.it)

Solobike.it: sei praticamente nella Bianchi da sempre: che rapporto hai con la tua squadra?
Cristian Cominelli: da sempre la Bianchi mi ha messo nelle migliori condizioni per potermi esprimere serenamente. Ho sempre avuto un rapporto costruttivo e direi famigliare a partire dal presidente Gimondi, passando ai direttori sportivi Ferrero prima e Ghirotto ora e, infine, a tutto lo staff tecnico.
In questa grande 'famiglia' ho la fortuna di poter maturare dovutamente senza pressioni e facendo tesoro dei preziosi insegnamenti a livello agonistico ma soprattutto, vista la grande personalità che contraddistingue tali figure, a livello umano. Il nostro è un rapporto decisamente sereno e costruttivo; insieme si pianificano e programmano i vari impegni.

Solobike.it: tu provieni da una polisportiva che prevedeva al suo interno una sezione di mtb: non ritieni che per sviluppare meglio questo settore si dovrebbe lavorare proprio così, partendo dal basso?
Cristian Cominelli: mi viene facile paragonare lo sport ad una piramide; ritengo infatti che per poter raggiungere i piani alti, si debba partire con delle solide basi e in questo caso con la formazione del settore giovanile.
Ammiro molto il lavoro di tutte quelle società che cercano di avvicinare i giovani a questo sport, non pretendendo risultati, ma promuovendo un'attività ludica e di relazione con gli altri. Se si lavora nella giusta direzione, questo impegno darà prima o poi i suoi frutti.

Solobike.it: c'è qualcosa o qualcuno che ha fatto sì che tu da biker puro sangue, mettessi il naso anche nel ciclocross?
Cristian Cominelli: ho scoperto la disciplina del ciclocross grazie ad Andrea Ferrero, direttore sportivo del settore giovanile della Bianchi. Dopo i buoni risultati ottenuti fin da subito, ho cercato ogni anno di finalizzare la preparazione e migliorare l'aspetto tecnico per poter competere anche a livello internazionale. Oggi sono sempre più convinto dell'importanza che possa avere questa specialità a livello di crescita psico-fisica e di guida per un biker.

Solobike.it: cosa ritieni debbano fare gli organizzatori, per rendere più a portata di pubblico le manifestazioni che propongono?
Cristian Cominelli: penso che il pubblico debba essere maggiormente coinvolto con circuiti più visibili. Inoltre gli organizzatori dovrebbero investire più risorse economiche sia per promuovere le manifestazioni che per avere passaggi televisivi e spazi sui più importanti quotidiani sportivi, con l'obiettivo di far crescere questo sport.

Solobike.it: secondo te il movimento della mountain bike, risente del fatto che mancano dei veri 'personaggi' che trascinano come su strada?
Cristian Cominelli: di sicuro mancano dei 'veri fari' capaci di trascinare il movimento, ma il punto più importante da affrontare è quello di riuscire ad ampliare il bacino giovanile, problema che non sussiste nel mondo della strada. Grazie ad un buon lavoro di alcune società, sostenute anche dalla Federazione, qualcosa si sta muovendo ma siamo ancora lontani dalle nazioni leader.

Solobike.it: Cross Country, Granfondo o Marathon, quale specialità prediligi?
Cristian Cominelli: senza dubbio il cross country si addice di più alle mie caratteristiche. Infatti i percorsi nervosi sono il mio forte mentre soffro ancora le lunghe salite, punto su cui devo ancora migliorare. Inoltre, con questa specialità, non bisogna dimenticare la prospettiva olimpica, sogno di qualsiasi atleta.

Solobike.it: vuoi dire qualcosa agli amici di Solobike?
Cristian Cominelli: sono molto contento ci aver condiviso una parte di me con i lettori di Solobike. Con questa intervista spero di essere riuscito a trasmettere a tutti un messaggio positivo del ciclocross e della mountainbike, queste due meravigliose specialità in cui credo molto e che consiglio di provare... chissà che qualcuno non si appassioni!

Solobike.it: Grazie di cuore e in bocca al lupo per la nuova stagione che andrai ad affrontare.
Cristian Cominelli: Grazie a voi!

(Nella foto la maglia iridata conquistata a Canberra nella staffetta - ph. Max Bertello / solobike.it)

(Gianluca Barbieri)



fonte: solobike.it
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