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Interviste 
Confronto con Felice Gimondi: "il futuro del ciclismo è qui"
Non capita certamente tutti i giorni di starsene seduti su una sedia in santa pace con un signore che ha vinto un Campionato del Mondo nel 1973, Tour de France, Giro d'Italia, Vuelta di Spagna, Parigi Rubaix, Giro di Lombardia, ecc, ecc, ecc., negli anni in cui imperversava il "cannibale" Eddy Merx; questo signore è Felice Gimondi, col quale abbiamo avuto l'opportunità di parlare di ciclismo e di mountain bike.
Vi confessiamo che il colloquio era partito con la classica formula della domanda - risposta, alla fine un po' alla volta ne è scaturita una bella discussione con l'opportunità di scambiare opinioni, anche diverse, su molti punti legati al ciclismo e alle "ruote grasse".
Da questo colloquio ne è uscita una persona di profondo buon senso e di grande misura, ma con idee innovative che vi confessiamo, non ci aspettavamo da un Campione venuto dal ciclismo su strada.
Ecco le dichiarazioni a sorpresa di Felice Gimondi.

Solobike
: Presidente, come mai un Campione del ciclismo su strada come lei ha deciso di cambiare strada, imperniando le sue squadre nella mountain bike?
Felice Gimondi: ma è molto semplice: io ho sempre corso senza casco, ora lo metto altrimenti per strada si rischia la pelle. Ormai andare per strada diventa un rischio continuo; con la mountain bike hai padronanza del mezzo, i freni a portata di mano, la possibilità di regolare la forcella, ma soprattutto di andare su tracciati sicuri dal traffico.

Solobike: che futuro vede per la mountain bike in generale?
Felice Gimondi: guarda, il futuro del ciclismo sta proprio qui. Mi risulta che ci sia stata una flessione dei tesseramenti nel ciclismo italiano, riferito soprattutto alle categorie dei più piccini. Se non ci mettiamo in testa di creare strutture con piste chiuse, dove i bambini possono correre in totale sicurezza, a breve in Italia avremo solo calciatori o atleti che provengono dagli sport di palestra o piscina. Un genitore non vive sicuramente sereno sapendo che il proprio figlio di sei o sette anni se ne va a spasso in bici da corsa per le strade aperte al traffico. Io sto lavorando assieme a degli amici, su un progetto relativo ad una pista di 7 chilometri. Questo porterà sicuramente un incremento di ragazzini che vorranno "montare in sella".

Solobike: secondo lei è solo una questione di mancanza di strutture o manca anche la mentalità delle società con categorie giovanili, nei confronti del fuoristrada?
Felice Gimondi: manca proprio tutto. Non si capisce che basterebbe organizzare qualche gara anche a favore del fuoristrada, per catturare l'attenzione dei più giovani. Al giorno d'oggi è più facile avvicinare un bambino tramite la mtb, che tramite la bici da strada. Se la Federazione non capirà questo, a breve rimarremo senza vivaio.

Solobike: usa la mountain bike? Se si, che rapporto ha con le discese?
Felice Gimondi: io uso praticamente solo la mtb; certo, con le discese vado cauto, ma quando vedo un sentiero strano, anche pieno di rovi, mi ci tuffo dentro perchè voglio sempre vedere dove va a finire. (Sorridendo) Quando vado in ferie in Liguria, vado a fare i giri con la mtb, mi addentro in questi sentieri pieni di rovi; arrivo a casa e mia moglie mi chiede se sono stato in guerra! Così però mi sento libero e questa sensazione la puoi avere solo se esci dall'asfalto. Anche un impiegato che se ne sta seduto davanti al computer, un dottore o un imprenditore, solo con la mtb riescono a scaricare il cervello; su strada devono sempre stare in tensione.

Solobike: dove pensa possa arrivare Cominelli?
Felice Gimondi: Cristian è il nostro pupillo di casa e ha i numeri per poter ottenere dei grandi successi. Quest'anno sarà all'ultimo anno da U23, speriamo sia il suo anno.


Non c'è solo Cominelli in squadra: ricordo Paez giunto secondo al mondiale. Anche degli altri ne sentiremo molto parlare.

Solobike
: che atleta le piacerebbe avere nella sua squadra?
Felice Gimondi: Gerhard Kerschbaumer era nella lista dei neo acquisti ed avevamo avviato dei contatti, ma è arrivata la Forestale...

Solobike: che differenze trova tra mtb e ciclismo su strada?
Felice Gimondi: il ciclismo su strada, se va avanti così non avrà grande futuro. Non pensiamo solo ai grandi eventi che godono dei benefici televisivi, ma analizziamo le gare ai più bassi livelli. Il pubblico del ciclismo su strada è sempre in declino e con età media sempre più elevata. Al di là delle grosse gare professionistiche, io ne ho viste altre con 200 persone ai lati del rettilineo d'arrivo. Un vero mortuorio...
La mountain bike, può migliorarsi, portando le partenze e gli arrivi nei centri cittadini e deve creare dei percorsi a misura di pubblico. Se lavorerà su questo aspetto e i media daranno più spazio, allora farà il "grande salto".

Solobike: ricordo Massimo Ghirotto quando vinceva sull'Alpe d'Huez e quando lanciava le volate a Guidone Bontempi alla Carrera: come mai la collaborazione con un altro stradista e grande campione come lui?
Felice Gimondi: Massimo è un bravissimo team manager, professionale, educato, moderato; uno che sa farsi rispettare facendo ragionare la gente, senza dover attaccarla. La presentazione l'ho trovata già tutta impostata da lui, io ho dovuto solo fare il mio dovere di Presidente. Cosa si vuoi di più?

Solobike: quali differenze trova tra la mountain bike italiana e quella estera?
Felice Gimondi: Un abisso! In Francia la Federazione sta lavorando a favore della mountain bike, creando bike park, strutture ed incentivando questa disciplina nelle scuole. Basti vedere la Roc d'Azur cosa riesce a fare. Da noi una cosa così è impensabile.

Solobike
: in merito al mondo delle granfondo cosa ha da dire?
Felice Gimondi: sono manifestazioni che attraggono un pubblico numeroso, che fa da cornice all'intera manifestazione. Gli enti ed i comuni investono sempre più in manifestazioni di questo tipo perchè danno garanzia della partecipazione di atleti provenienti da lontano, nonchè i numerosi accompagnatori, danno garanzia di pubblico nella zona di partenza ed arrivo. Io francamente ne organizzo due, una su strada e una in mtb. Quella su strada è sempre più difficile organizzarla.

Solobike: che obiettivi vi prefissate per il prossimo anno?
Felice Gimondi: Quelli più importanti che si svolgono in Italia, ma con Paez, il Mondiale non è irraggiungibile...staremo a vedere.

Solobike: ambiente sereno quello che si respira in Tx Active Bianchi, questo a cosa è dovuto?
Felice Gimondi: al fatto che molti dei ragazzi crescono nel nostro vivaio e conoscono bene le regole che contraddistinguono questa squadra. Ghirotto e Ferrero, sono due persone fantastiche che sanno gestire le squadre, creando quel rapporto di equilibrio tra i ragazzi e la società.



Solobike: vuole dire due parole in ricordo di Franco Ballerini?
Felice Gimondi: sono stato al funerale di Franco e tutti coloro che si avvicendavano ai microfoni e tutti coloro con i quali ho parlato facevano riferimento a Ballerini CT della Nazionale ciclismo. Signori, una moglie ha perso un marito e due bambini hanno perso il papà; questa è la cosa che dispiace di più; se non vinceremo un mondiale per qualche anno, beh, pazienza, ma un mondiale non vale la perdita di una persona, no?

Solobike: Presidente, io la ringrazio da parte di Solobike.it e i suoi lettori.
Felice Gimondi: è stato un piacere!

(Gianluca Barbieri)
(ph Gianluca Barbieri / solobike.it)





fonte: solobike.it
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