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Interviste 
A tu per tu con Dario Cioni, "biker" pronto alla nuova avventura su strada col team Sky
Dario Cioni è ormai, da 11 anni, stradista a tutti gli effetti, ma rimane uno dei personaggi più amati della MTB italiana. Molti pensavano che il suo positivo ritorno, nel 2009, potesse essere definitivo, ma Dario spera di avere ancora molto da dire su strada e per il prossimo anno è pronto per indossare i colori del nuovo team Sky.

Solobike.it: Ciao Dario, felice di rincontrarti e di risentirti. Come stai?
Dario Cioni: Tutto bene. Dopo aver finito la raccolta delle olive ho fatto un periodo di riposo, al quale è seguito il primo ritiro con la nuova squadra a Manchester. Adesso ho ripreso da poco la preparazione invernale.

Solobike.it: La MTB è sempre stata nel tuo cuore, nonostante ad un certo punto hai scelto di fare il grande salto alla strada. Facciamo un po' di storia, partendo dai tuoi inizi in MTB...
Dario Cioni: si, i miei inizi e chi se ne ricorda più! Ormai sono passati molti anni da quando ho iniziato, nel 1992, quasi per gioco, a correre in mtb. Adesso siamo nel 2010 e inizio la mia 11^ stagione da professionista su strada....

Solobike.it: Quali sono i tuoi ricordi del periodo felice tra le ruote grasse?
Dario Cioni: Sicuramente bei ricordi. Un ambiente molto familiare, squadra piccola ma ben organizzata, molti amici che quest'anno ho avuto il piacere di ritrovare. Uno dei ricordi più belli resta la prima trasferta negli Usa, penso nel 94, quando ho fatto un indimenticabile coast to coast con il furgone della Yeti, partendo da Mount Snow nel Vermont per finire a Mammouth in California.

Solobike.it: Cosa ti ha convinto poi a lasciare la MTB e tentare l'avventura su strada?
Dario Cioni: La delusione per non essere stato selezionato per le Olimpiadi del 2000. Avevo iniziato a correre su strada per poter meglio preparare l'appuntamento olimpico, ma mi sono trovato a chiudere l'attività in mtb dopo i mondiali di Sierra Nevada. Da li a poco avrei corso, e completato, il mio primo grande giro, la Vuelta nel 2000.

Solobike.it: All'inizio sembravi destinato ad un grande futuro, anche nelle corse a tappe, poi forse qualcosa è cambiato e ti abbiamo visto più volte nei panni del gregario. Dove e come le cose sarebbero potute cambiare in meglio per la tua carriera?
Dario Cioni: Di quello che ho fatto non rimpiango niente. Rimane un po' di curiosità per quello che sarebbe successo nel Giro del 2004 se non fossi stato fermato mentre ero in fuga....sicuramente avrei preso la Maglia Rosa.
Comunque penso di aver fatto un ottimo lavoro di gregario al fianco dei vari capitani, e ciò mi ha dato grandi soffisfazioni.

Solobike.it: Quali le differenze principali tra l'essere un grande su strada e nella MTB?
Dario Cioni: Bisogna essere in entrambi i casi grandi ciclisti. Su strada magari conta più la squadra e la tattica, in mtb è più una questione di forza, resistenza e tecnica.

Solobike.it: Quest'anno, con i colori del team ISD, ti abbiamo finalmente rivisto in sella ad una MTB, protagonista tra l'altro a Pragelato e al mondiale marathon con i colori azzurri, dove sei stato il migliore degli italiani. Come mai questo ritorno alle origini?

Dario Cioni: Si, con la ISD ho avuto la possibilità di tornare a correre in mtb grazie all'appoggio della società. Devo dire che in ogni gara a cui ho preso parte sono stato protagonista, nonostante alcuni incidenti meccanici nelle prime gare. Il Mondiale Marathon la considero una delle mie più belle gare del 2009 ed in assoluto. Inoltre è stato un onore rivestire la maglia azzurra.

Solobike.it: Un ritorno momentaneo però, visto che in questi giorni abbiamo letto della tua firma per il team Sky. Confermi?
Dario Cioni: Si, nel 2010 correrò con la nuova squadra Pro Tour Sky Procycling, ed al momento non è prevista attività in mtb

Solobike.it: Quali saranno i tuoi impegni e i tuoi obiettivi per il 2010?
Dario Cioni: Correrò quesi esclusivamente gare a tappe e la maggior parte saranno in Spagna. Comunque l'obbiettivo stagionale è fare un bel Giro d'Italia.

Solobike.it: Questa volta è un addio definitivo o anche nel 2010 farai qualche apparizione sugli sterrati italiani?
Dario Cioni: Magari nella seconda parte della stagione. Ma niente di sicuro adesso.

Solobike.it: Non ti piacerebbe l'assalto al titolo europeo di MTB, visto che si disputerà in Italia, al Montello?
Dario Cioni: Sarebbe bello, ma è molto difficile che ci sia la possibilità.

Solobike.it: Chiusa la tua avventura su strada, fra qualche anno si spera, ti piacerebbe un coinvolgimento nella MTB, magari per portare la tua esperienza ai giovani?
Dario Cioni: Già adesso su strada lavoro molto a contatto con i corridori più giovani e quando riesco cerco di dare loro qualche consiglio, per cui poter lavorare con corridori giovani nel futuro sarebbe sicuramente un'attività molto interessante.

Solobike.it: Cosa potresti consigliare ad un ragazzino che è indeciso se correre su strada o in MTB?
Dario Cioni: Di scegliere la disciplina in cui si diverte di più. Se ha le gambe dopo potrà scegliere. Anzi, per una questione di sicurezza stradale, penso che nelle categorie minori (fino ad allievi) si dovrebbe fare attività prevalente in mtb. 

Solobike.it: Qual è il tuo pensiero sul fenomeno che tanto sta tormentando il ciclismo di questi ultimi anni, il doping?
Dario Cioni: Purtroppo esiste, ma è sempre più limitato e tutti stanno facendo il massimo per sconfiggerlo. Anche se i pochi casi che ci sono, fanno sempre molta notizia. Non si evidenzia in pari modo l'attività che viene fatta per prevenire.

Solobike.it: Ti ringraziamo per la cortesia e ti auguriamo un grande in bocca al lupo per la tua nuova avventura. Ti seguiremo sempre con un occhio di riguardo, perché per noi rimarrai per sempre uno dei nostri.
Dario Cioni: Grazie a voi e un saluto a tutti i vostri lettori.

(Max Alloi)
(Ph. Michele Torretta/Solobike.it)


fonte: solobike.it
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