Mtb e la paura di cadere: usare la testa per affrontare la paura mountain bike news 2017

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Mtb e la paura di cadere: usare la testa per affrontare la paura

La PAURA è affare della mente.

La Paura deriva dal significato che l’atleta attribuisce alle cose, agli eventi, a ciò che lo circonda.

È IMPOSSIBILE non avere paura
, in quanto ISTINTO insito nella natura umana, quindi amici bikers mettetevi il cuore in pace: la paura fa’ parte di voi!

Ciò che però SI PUÒ FARE è imparare ad AFFRONTARE la propria paura. E per farlo è necessario ALLENARE la mente a LAVORARE in un modo NUOVO e DIVERSO quando ci si trova di fronte all’oggetto della paura.



Nella Mountainbike una fra le paure più diffuse tra i bikers è quella di CADERE, non tanto per la caduta in sé quanto per le conseguenze che la caduta, quando molto brutta, può comportare.
Soprattutto a seguito di un infortunio talvolta i bikers fanno poi FATICA a riprenderce il proprio sport con serenità: è come se quella vecchia “caduta” avesse SPOSTATO un po’ di più l’ochio della mente sulla possibilità di cadere e farsi male.

MA SI PUÒ IMPARARE AD ANDARE OLTRE LA PAURA?


Certo che SI!

Come anticipato sopra, la paura è una questione MENTALE! Pertanto, utilizzando la mente come LEVA, si può IMPARARE ad AFFRONTARE le proprie Paure.
La tendenza principale di molti bikers è, erroneamente, quella di EVITARE l’oggetto della paura.

SBAGLIATO!

Più evitiamo ciò che ci fa’ paura più la paura CRESCE! Più evitiamo le situazioni in cui ci sentiamo insicuri e più vacillerà la sicurezza anche di fronte ad altri ostacoli e difficoltà.

Per imparare ad andare OLTRE la paura, 3 SONO LE PAROLE- CHIAVE da ricordare (a ciascuna di esse corrisponde un’abilità mentale che può essere alimentata e rafforzata): SICUREZZA, CONCENTRAZIONE, VISUALIZZAZIONE.



SICUREZZA

A maggior ragione dopo una caduta ed infortunio è FONDAMENTALE per il biker RISALIRE appena possibile in sella, RITORNARE sul luogo della caduta, capire dove si è sbagliato e RIPERCORRERE quel tratto con la consapevolezza dell’errore e la volontà di RIACQUISTARE fiducia e sicurezza nelle proprie capacità di affrontare l’ostacolo.
In questo modo il biker andrà immediatamente a sostituire in memoria il RICORDO spiacevole della caduta con la nuova ESPERIENZA POSITIVA di aver affrontato la paura: il risultato è una potente iniezione di AUTOEFFICACIA.

CONCENTRAZIONE

Non solo gli amatori, anche i bikers professionisti hanno PAURA di cadere (come dicevo prima, la paura fa’ parte della natura umana) tuttavia i campioni della mtb hanno imparato a SPOSTARE l’attenzione della mente dall’oggetto della paura alla consapevolezza delle loro capacità: è questo l’approccio mentale che consente di andare oltre la paura.
La conoscenza del tracciato, l’averlo già provato, la consapevolezza della traiettoria ottimale da percorrere, la consapevolezza di sapere dove mettere la ruota e la conoscenza del proprio mezzo: quando la testa del biker è CONCENTRATA su ciò che sa fare e che può fare non resta spazio mentale alla paura.
Inoltre, apprendere delle strategie mentali più specifiche e strutturate per imparare a mantenersi concentrati sulla prestazione di certo sarà utile  ai corridori che normalmente fanno più fatica a non pensare alla paura.

VISUALIZZAZIONE

A volte la paura è così GRANDE che per il biker IL SOLO PENSIERO di avvicinarsi all’oggetto della paura genera in lui un’attivazione eccessiva.
In questo caso consiglio al biker di procedere GRADUALMENTE, affrontando la paura “un gradino alla volta”.



Il PRIMO STEP consisterà allora nel limitarsi a VISUALIZZARE con la mente sé stessi mentre si riesce ad affrontare l’oggetto della paura (una discesa molto ripida, una pietraia scivolosa, un passaggio tecnico..)
Le SENSAZIONI che derivano da questa immagine avranno l’effetto di moderare la paura, abbassando il livello di attivazione al pensiero di doversi confrontare realmente con l’oggetto della paura.
Ripetere queste visualizzazioni più volte al giorno aiuta il biker a prendere confidenza con la propria paura preparandosi mentalmente all’idea di affrontarla.

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(Dott.ssa Claudia Maffi)
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