Gioele Bertolini: la testa e' il mio punto di forza mountain bike news 2017

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Gioele Bertolini: la testa e' il mio punto di forza

Gioele Bertolini, l’atleta 22enne del Team Selle Italia Guerciotti, è l’attuale campione italiano di ciclocross.

Un ragazzo determinato con le idee ben chiare circa i suoi obiettivi.

Alla domanda “qual è il tuo principale punto di forza?” Gioele risponde “A detta di molti ho una testa forte, riesco a non deprimermi di fronte alle difficoltà. È la TESTA il mio punto di forza.”

Il fresco vincitore della 4° prova del Giro d’Italia di Ciclocross, tenutasi domenica scorsa a Silvelle di Trebaseleghe, oggi ci racconta il suo approccio mentale alle competizioni:

Gioele, quanto conta la testa nel tuo sport, da 1 a 10?

“Io darei un 9.

Se parti mentalmente già abbattuto questo influisce negativamente sulla prestazione.”

Hai mai sentito parlare di psicologia dello sport o di Mental training?

“Ho avuto il piacere di conoscere degli psicologi dello sport tramite la nazionale e anche attraverso la mia squadra.

Io e i miei compagni abbiamo fatto delle sedute con una psicologa trattando vari argomenti di psicologia dello sport.”

La psicologia dello sport è una scienza che studia l’intervento della mente nella prestazione.

Da questa ne deriva un insieme di tecniche chiamato “Mental training” che punta ad ottimizzare l’espressione dell’atleta all’interno della performance.

L’obiettivo è di eliminare ed imparare a gestire tutti quei “blocchi emotivi”, come l’ansia pre-gara ad esempio, che possono ostacolare la concentrazione, la motivazione e la sicurezza dell’atleta.

Gioele ti è mai capitato di avere dell’ansia pre-gara prima di una competizione?

Adesso raramente. Ne ho avuta da piccolo, quando correvo nella categoria esordienti e allievi; poi iniziando a confrontarmi con atleti ad alti livelli ho imparato a gestirla.

Ho le idee chiare e quando provo ansia, di solito, una cosa che faccio è cercare di capire il motivo per cui succede.

Per gestirla mi ripeto che se sono arrivato a questi livelli è perché ho i mezzi e posso farcela, mi dico che se sono arrivato fin qui posso farcela anche a gestire l’ansia.

Un’altra cosa che mi aiuta a gestire l’ansia è il ripensare a tutte le volte che l’ho gestita e che ho superato passaggi difficili ed ostacoli”.

Per gestire l’ansia Gioele controlla il suo dialogo interiore e lo direziona verso pensieri e ricordi che lo rassicurano, pensieri che gli ricordano in particolare le sue capacità e punti di forza.

Il pensiero positivo e la gestione del dialogo interiore sono, infatti, due dei capisaldi su cui si basa il Mental Training.

Gioele, hai una tua routine pre-gara che ti aiuta a trovare il giusto livello di concentrazione prima dello start?

“Una routine no, diciamo che prima della gara mi piace scherzare e ridere con icompagni mentre ci prepariamo ed attacchiamo il numero, è un’abitudine questa che mi aiuta a smorzare la tensione.

Quando salgo sui rulli, lì inizio a concentrarmi.”  

Il pre-gara, soprattutto per gli atleti più “ansiosi”, è un momento carico di tensione pertanto è utile crearsi la propria routine pre-gara ideale.

L’atleta trova la sua routine ideale nel momento in cui attuandola, gli istanti prima di una partenza in gara, si sentirà PRONTO, ATTIVATO e CONCENTRATO: quella condizione mentale in cui l’ansia lascia il posto alla curiosità ed alla voglia di mettersi alla prova.

Gioele, quali sono, secondo te, le tre abilità mentali fondamentali per un biker?

“1. Direi il pensare al circuito e memorizzarlo appieno;

2. Avere le idee chiare su come affrontare la gara;

3. Essere determinato e deciso: partire prima di una gara  con la convinzione di dare il meglio di sé.”

Oltre a queste abilità che caratterizzano il suo approccio mentale alle competizioni, Gioele racconta:

“Cerco di apprendere dai campioni sopra di me, il più possibile.

Mi immedesimo nello sguardo del campione sulla strada che punta alla vetta o la determinazione di Schurter ad esempio, insomma cerco di imparare e copiare dai migliori.”

Qual è stata, per te, la gara mentalmente più difficile da gestire?

“Due anni fa, il campionato italiano di ciclocross.

Al 3° anno da under 23 avevo deciso di correre il campionato italiano da élite: è stato un passo che ho fatto con decisione, ma nonostante fossi deciso i giorni prima della gara sono stati mentalmente difficili da gestire.

La mia scelta era apparsa sui media, le persone che mi circondavano buttavano l’occhio più avanti e si aspettavano di vedere in gara la mia performance domandandosi se con questa scelta avessi fatto il passo più lungo della gamba.”

Sentirsi addosso le aspettative, gli occhi del pubblico, dei tifosi e dei media lì pronti a guardare, criticare, giudicare la tua performance è una PRESSIONE certo difficile da gestire mentalmente.

Anche in questo si contraddistinguono i campioni: la capacità di accettare le pressioni esterne su cui non hanno controllo, prendendo consapevolezza delle tensioni che ne derivano al fine di chiuderle fuori da sé per tutto il tempo della performance.

E qual è stata, invece, una gara che hai gestito più di testa che di gambe? Una gara in cui è stata la tua forza mentale più di tutto a fare la differenza?

“Molte delle mie gare sono così.

Ad esempio, nel campionato europeo di quest’anno stavo bene ma ho deciso di non partire forte e questo mi ha premiato.  

Certo, passare il primo giro da 20esimo non è facile da gestire mentalmente, ho dovuto recuperare e per farlo senza mollare ho dovuto gestirmi bene con la testa.”

Ti capita mai di perdere la concentrazione durante una gara, o di vivere dei momenti durante la competizione in cui subentrano dei pensieri negativi?

Mi succede raramente, magari quando sono in recupero e cado o quando ci sono guasti meccanici, allora perdo la concentrazione.

In quei casi cerco di appigliarmi a qualcosa dentro di me, mi dico ad esempio“vedo che sto guadagnando posizioni. Continuo a spingere” oppure penso che manca poco alla fine.

Però ci sono occasioni in cui magari fori due o tre volte di fila e allora la testa va' in off e la prestazione ne risente.”

Gioele, che consiglio daresti ai giovani bikers che si stanno allenando ed impegnando perché sognano di correre ad alti livelli in questo sport?

Io consiglio di divertirsi, pensare a crescere e crederci sempre.

Se hai un sogno non è certo chi ti sfiducia che ti fa mollare, se questo sogno ce l’hai dentro cerchi di arrivare fino in fondo.

Poi ci saranno i risultati durante il percorso che ti fanno dire se sei sulla direzione giusta.”

Augurandogli un buon prosieguo di stagione, ringrazio Gioele per l’intervista.

Per chiedere una consulenza o per avere informazioni sul Mental training contattami all’indirizzo mail info@claudiamaffi.it

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Dott.ssa Claudia Maffi (psicologa dello sport)

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