La corsa a piedi: e' utile o dannosa per il ciclista? Parte 1 mountain bike news 2017

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La corsa a piedi: e' utile o dannosa per il ciclista? Parte 1

Il mese di dicembre è alle porte e ormai quasi tutti gli atleti hanno, o sono in procinto di iniziare la propria preparazione invernale.
Abbiamo già parlato negli scorsi articoli di quanto siano importanti gli sport alternativi soprattutto nel primo periodo di allenamenti.
Sempre più bikers scelgono la corsa a piedi come proprio training secondario dopo la bicicletta.
I tecnici “old school” ci hanno sempre tramandato che era fondamentale fare lunghe camminate per lavorare sulla nostra base aerobica, ma ci hanno sempre sconsigliato di correre perché si utilizzavano muscoli differenti rispetto alla pedalata.
Sul web e sui social spopolano foto e video di atleti professionisti che corrono; alcuni di questi si sono cimentati anche in gare di trail in montagna e vertical race.

Abbiamo deciso di analizzare in questo articolo (diviso in 2 parti) i pro e i contro di questo training alternativo che fa discutere moltissimi preparatori atletici.
Inizieremo analizzando la biomeccanica e il gesto della corsa rapportato al gesto della pedalata.
La corsa a piedi è un esercizio che coinvolge moltissimi distretti muscolari, consentendo di lavorare in maniera importante dal punto di vista aerobico.
Cuore e polmoni lavorano in maniera importante e rispetto ad un’uscita in bici ci permette di svolgere un’ottima seduta di lavoro in tempi minori.
La prima cosa che dobbiamo sapere è che per svolgere in tranquillità una seduta di corsa non dobbiamo avere nessun tipo di problema articolare (ginocchia, anca, bacino); il gesto dell’appoggio del piede sul terreno ha infatti un impatto forte sul corpo dell’atleta e un infortunio a inizio stagione non possiamo permettercelo.
Il ciclismo è uno sport a “catena cinetica chiusa”, ovvero il movimento della pedalata costringe i muscoli a muoversi per migliaia di volte in un range definito e ripetitivo.
Nella corsa invece si sfrutta la catena cinetica aperta, dove il range di movimento varia sempre. Non esiste, inoltre, nessuna posizione vincolante nel gesto del correre, mentre le articolazioni sulla bici sono quasi tutte fisse e bloccate (tranne il ginocchio): proprio per questo motivo l’utilizzo dei muscoli stabilizzatori avranno un ruolo importante nel nostro training alternativo.
Ogni tipologia di sport ha una propria serie di muscoli responsabili dell’esecuzione del gesto tecnico inerente allo sport praticato.
La particolarità della pedalata è data dall’analisi delle tipologia di contrazione utilizzata: proprio per questo il gesto risulta essere concentrico (per accorciamento dei sarcomeri) e anisotonico (tono muscolare variabile durante il gesto).
Un’analisi elettromiografica dei muscoli primari della pedalata ha constatato la diversa attivazione muscolare in ogni punto della rivoluzione.
Un’attenta analisi della letteratura scientifica sportiva ci permette di definire con precisione la sequenza di attivazione della nostra muscolatura.
Partendo dal gesto specifico sapremo che i muscoli principali coinvolti sono:
Il GRANDE GLUTEO, BICIPITE FEMORALE, SEMIMEMBRANOSO, RETTO FEMORALE, VASTO LATERALE e MEDIALE, TIBIALE ANTERIORE, GASTROCNEMIO, SOLEO.

Adesso, invece, andiamo a studiare il gesto tecnico nella corsa a piedi.
Analizziamo il passo nelle sue due fasi principali, quella di appoggio e oscillazione evitando altre sottofasi che renderebbero ancor più complicato l’argomento.

L’azione di spinta è resa possibile da una parte dai muscoli posteriori della gamba che estendono il piede:
GASTROCNEMIO, SOLEO, PERONEO LUNGO, FLESSORE DELLE DITA E DELL’ALLUCE e dall’altra dall’estensore della gamba, dell’anca e della coscia:
QUADRICIPITE FEMORALE, BICIPITE FEMORALE (CAPO LUNGO), SEMITENDINOSO, SEMIMEMBRANOSO in maniera secondaria: GRANDE ADDUTTORE e PIRIFORME
Il sollevamento dell’arto è reso possibile dai muscoli flessori della coscia:
RETTO FEMORALE, ILEOPSOAS, SARTORIO, TENSORE FASCIA LATA, PETTINEO.
La caviglia si flette poi in avanti per azione del TIBIALE ANTERIORE, ESTENSORE DELLE DITA E DELL’ALLUCE, PERONEO.
La successiva fase d’appoggio, vede l’azione contemporanea di QUADRICIPITE, ISCHIOCRURALI e GRANDE GLUTEO che hanno il compito di stabilizzare l’articolazione e ridurre al massimo i traumi causati dall’impatto con il suolo.
Abbiamo quindi fatto chiarezza sui muscoli che utilizziamo in entrambi i gesti tecnici e abbiamo notato che qualche vicinanza tra i due sport c’è.
C’è anche da dire però che se parliamo di gesto atletico in sé, allenarsi correndo a piedi, non dà benefici in termini di miglioramenti nell’attività tecnica di pedalata poiché il range di movimento è totalmente diverso.
Allora per quale motivo viene inserita in tantissimi programmi di allenamento???

Nel prossimo articolo valuteremo i numerosissimi benefici che la CORSA A PIEDI da agli atleti durante la stagione invernale.

Se volete maggiori informazioni sull’allenamento della corsa a piedi applicata al ciclismo scrivete a:
shprogramtraining@gmail.com
 
(Giovanni Gilberti)
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